A Race with the Devil

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A Race with the Devil
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Artista Vanadium
Tipo album Studio
Genere Heavy Metal
Hard Rock
Pubblicazione 1983
Tracce 8
Durata 39 min : 17 sec
Etichetta Durium
Produttore /
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A Race with the Devil, targato '83, è il secondo album della metal-band italiana che per prima ha abbattuto i confini nazionali ed introdotto davvero il Bel Paese nel mondo dell'heavy metal anche dal punto di vista creativo.

Storia

Rispetto all'esordio, più legato all'influenza degli ultimi (considerando l'apoca) Deep Purple, qui siamo ormai in pieno filone NWOBHM con marcati tocchi Hair. E Scotto & Co. interpretano alla perfezione quella scuola di pensiero, prendendo il meglio della produzione straniera e rielaborandola senza scopiazzature. Ne emerge un lavoro solido (molto più del predecessore), ben equilibrato ed originale, forse il migliore del gruppo. Gli stacchi virtuosi dei cinque rockers milanesi reggono tranquillamente il confronto con la stragrande maggioranza delle performance poste in essere da nomi ben più blasonati: soprattutto la chitarra Stefano Tessarin (che va a sostituire Carlo Asquini) trasuda carisma e personalità. Forza e voglia di rock nella sua essenza "travolgono" l'ascoltatore.

Brani

Si parte con la frenetica "Get Up, Shake Up", che sembra a tratti riecheggiare i primi Iron Maiden e i Black Sabbath di R.J. Dio. "I Gotta Clash With You" mette in mostra tutte le potenzialità del particolare mix tra tastiere e chitarre tipico dei Deep Purple, accennando a quel sound AOR a cui, qualche anno dopo, approderà proprio il leggendario quintetto britannico. Il terzo pezzo, "Don't Be Looking Back", può essere considerato a tutti gli effetti una power ballad, anch'essa apprezzabile ed esemplare nell'utilizzo delle tastiere e della doppia chitarra. La title track torna alla velocità, e le tastiere qui arrivano, a tratti, anche a rubare la scena agli altri strumenti.

Nell'intro di "Running Wild" i Maiden si vedono tutti, con un accattivante arpeggio a doppia chitarra, ma ecco che rapidamente si passa a ritmi hair classici stile Great White, ma con chitarre decisamente più ruvide (e molto più audaci) e impreziositi da un Hammond molto ben amalgamato. "Fire Trails" (canzone che - una curiosità - darà il nome all'attuale gruppo del cantante dei Vanadium) è un Hard-Blues arrangiato sorprendentemente bene per la voce alta ma molto sporca di Scotto. Ancora tanto virtuosismo di Tessarin. "Outside Of Society" è puro speed metal alla Iron Maiden, ma l'organo di Ruggero Zanolini colma in modo magistrale una grossa lacuna da cui l'intero genere "veloce" è purtroppo sempre stato in generale limitato: il peso ridotto, quand'anche presente, delle tastiere. Non può mancare, anche qui, lo stupendo duetto con la chitarra di Tessarin.

Infine c'è "Russian Roulette": sintetizzatori che richiamano, all'inizio, prima le trame sinfoniche dell'odierno power metal, poi le essenziali ma inquietanti colonne sonore degli horror B-movie dell'epoca, ed ancora ritmi e variazioni di tempo "made in Maiden", inframezzati da potenti stacchi Hard-Rock. Tessarin e Zanolini qui si congedano in un ultimo, riuscitissimo connubio.

Playlist

  1. Get Up Shake Up - 4:38
  2. I Gotta Clash with You - 4:42
  3. Don't Be Lookin' Back - 6:16
  4. A Race with the Devil - 4:30
  5. Running Wild - 5:20
  6. Fire Trails - 3:49
  7. Outside of Society - 5:13
  8. Russian Roulette - 4:47