Blind Guardian

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Blind Guardian
Il primo album omonimo della band.
I Blind Guardian a Malmo nel 2007
Nazionalità Germania
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Genere Epic metal
Speed metal
Power metal
Progressive metal(in alcuni casi)
Periodo attività 1985 - in attività
Discografia 12 + 2 Demo e 1 DVD
Studio 9
Live 2
Raccolte 1
Sito web blind guardian

I Blind Guardian sono un gruppo power metal tedesco fondato nel 1985 da Hansi Kursch, Andre Olbrich, Marcus Dork e Thomas "Thomen" Stauch e sono considerati i precursori del genere assieme ad Helloween, Gamma Ray e Stratovarius. Di solito vengono soprannominati come "I Bardi" per via della loro celebre canzone The Bard's Song.

Biografia

Gli esordi(1985-1992)

I Blind Guardian inizialmente si chiamavano Lucifer's Heritage e aver rilasciato un demo chiamato Symphonies of Doom, assumono un nuovo chitarrista Christoph Thiessen ed un nuovo batterista Hans-Peter Frey, con i quali registrarono il demo Battalions of Fear nel 1987.Nel 1988 arrivò il contratto con la No Remorse Records, e con il rientro di Stauch e l'inserimento di Marcus Siepen alla chitarra ritmica la band fece uscire il primo album: Battalions Of Fear, con il nome di Blind Guardian. Il nome del gruppo deriva dal titolo della canzone Guardian of the Blind, ispirata al romanzo It di Stephen King.Infatti la band si soffermerà anche su tematiche leggermente più horror oltre che ai romanzi epici e cavallereschi moderni di Tolkkien molto riconducibili al genere fantasy.Nel disco si vede un grezzo e poco raffinato speed metal che però già si differenzia da quello tradizionale degli Helloween in quanto non ospita sempre un tipo di voce acuta come quella di Michael Kiske ed alcune parti di chitarra e batteria sono leggermente più complesse.Una di queste caratteristiche porterà i Blind Guardian assieme ai Manowar ad essere alcuni degli esponenti migliori dell'epic metal. L'anno successivo pubblicarono il loro secondo album dal titolo Follow the Blind con la collaborazione del loro amico Kai Hansen, chitarrista degli Helloween, successivamente (e attualmente) cantante e chitarrista dei Gamma Ray.Questo disco presente ritmiche piuttosto complesse di chitarra e pur non essendo espressamente power sembra avere già molte caratteristiche in comune con l'epic metal che è nello stile della band, inoltre i ritornelli ed i bridge sono ricchi di grande capacità compositiva, la canzone migliore e più fedele e rappresentativa del disco è "Valhalla" che presenta un riff di chitarra e parti di chitarra ritmica e solista e batteria molto complesse con cambi di tempo e ritornelli e bridge molto articolati e potenti anche con la voce di Kai Hansen in coro.Il brano ospiterà anche effetti speciali per la chitarra che vedranno la band avvicinarsi ad un sound "epico". Tale sound epico sarà raggiunto a pieno titolo con l'album che metterà ancora più in luce le capacità dei Blind Guardian e del loro sound epico grazie a cori a volte simulati in overdub solo dal cantante Hansi Kursch e ritmiche potenti di batteria e chitarra, senza tralasciare ottime parti solistiche in stile speed metal e power metal:Tales from the Twilight World. Il disco in questione presenta brani di ottima qualità, molto fedeli allo stile dei Blind Guardian ed alcuni di essi vengono riproposti nei live della band.

Il successo mondiale negli anni'90 (1992-2002)

Da Somewhere Far Beyond a Imaginations from the Other Side(1992-1995)

Dopo le ottime promesse con Tales from the Twilight World ed il successivo Somewhere Far Beyond del 1992 ancora più apprezzato e fedele allo stile della band, con un ottimo successo commerciale e con brani di alto livello come la storica The Bard's Song:Into the Forest, canzone simbolo assieme a Mirror Mirror della band oppure la titletrack Somewhere Far Beyond, i Blind Guardian rilasciano un album live di grande sucesso che raccoglie le migliori canzoni della band fin dagli esordi ospitando un live piacevole, di media durata e con i brani che i fans amano di più.Il disco live si chiama Tokyo Tales ed è stato rilasciato nel 1993.

Imaginations from the Other Side(1995)

Dopo il successo con il live i Blind Guardian rilasciano un disco che anche attualmente è considerato tra i migliori album della storia del power metal:Imaginations from the Other Side, nel 1995 che introdurrà non solo il grande successo mondiale dei Blind Guardian ma porterà anche i Bind Guardian a produrre album in un lasso di tempo maggiore come 3-4 anni. Imaginations from the Other Side si può definire come un disco speed metal, ma i suoi brani sono molto complessi a livello si ritmiche e parti solistiche di chitarra.Nell'album a volte sono presenti leggere tastiere oppure leggeri richiami melodici con ballate alla musica medioevale che unendosi ai brani più potenti in doppia cassa con lo stile del thrash metal e dello speed metal faranno diventare i Blind Guardian un gruppo epic metal a tutti gli effetti. L'album è molto apprezzato, ma presenta i suoi difetti: i brani più power metal sono più portati verso il thrash metal e lo speed metal per ritmi di batteria che sono troppo rumorosi e martellanti e non hanno sempre una grande tecnica ritmica di base, allo stesso modo i brani più speed/thrash sono molto fedeli agli standard power avendo qualcosa di epico. Inoltre la voce di Hansi Kursch si presenta piuttosto stridula nel voler cantare in overdub, sono migliori le voci in coro degli altri membri della band. Nonostante questi difetti l'album è apprezzatissimo per la grande dote compositiva, specialmente di riff, intro, ma soprattutto di ritornelli e bride come in Imaginations from the Other Side, The Script for my Requiem, The Mordred Song e And the Story Ends oppure per assoli intrecciati tra il chitarrista ritmico Marcus Siepen e il chitarrista solista Andre Olbrich che passano da lenti riff a ottimi tecnicismi non virtuosi, ma comunque ricchi di musicalità, veloci, potenti e piacevoli. La variegatezza e l'uso di sonorità molto particolari pur non usando le tasteire vedono la band addentrarsi in un sound epico e rendere questo album un capolavoro.Altre tracce molto apprezzate sono A Past in Future Secret, Bright Eyes e Another Holy War.

A Nightfall in Middle-Earth(1998)

Nel 1996 i Blind Guardian a seguito di cinque ottimi album hanno voluto dare alle stampe una raccolta intitolata The Forgotten Tales e dopo due anni di lavoro rilasciano A Nightfall in Middle-Earth, un concept album che riesce a seguire il successo di Imaginations from the Other Side essendo in certi casi anche migliore. Nel disco ci sono ben 22 canzoni, ma 11 non arrivano ad un minuto e sono brevi arrangiamenti strumentali, anticipazioni di brani successivi, "corde che legano il brano precedente al successivo" oppure più semplicemente preludi e finali. L'album non porta un sound molto simile al disco precedente, è leggermente più complesso che tuttavia non è totalmente costante pur avendo molti brani di ottima qualità. Il disco con una buona ricerca di suono e sperimentazione nelle parti ritmiche presenta due brani ritenuti i migliori nella storia della band:Mirror Mirror e Nightfall. Mirror Mirror comincia con un riff hard rock,che poi con sintetizzatori e con un ampliamento del suono con effetti speciali trasforma il grezzo riff hard rock in un riff di power metal teutonico per poi ospitare una breve melodia medioevale di e cominciare con la parte cantata che ospita cori, cambi di tempo, bridge e ritornelli esaltanti supportati da ritmiche di accompagnamanto più complesse e con strumenti diversi che daranno nel complesso assieme aglia album che verranno leggerissime e quasi impercettibili venature progressive metal, pur non usando tastiere. Nightfall è un altro capolavoro, in quest'album la voce di Kursch sembra aver migliorato alcuni difetti ed il cantante ha abbandonato il basso per impegnarsi solo sulla voce e la canzone presenta bellissime parti di sintetizzatori, cori, ritmiche potenti e atmosfere affirittura create dalla chitarra che richiamano alla musica orientale e a quella medioevale. Anche in questo brano c'è un'ottima dote compositiva che però investe di più nei mordenti, nei suoni particolari, nei tecnicismi e nell'accompagnamento piuttosto che nella linea melodica vocale che purtroppo si trova in certi casi leggermente abbassata sia di tono che di volume e debba essere enfatizzata da cori e bellissime atmosfere complesse dei sintetizzatori che daranno di nuovo una sorta di complessità alla canzone che porterà alla band quella minima dose di progressive metal già citata prima. Il disco quindi è scorrevole, meno martellante e più tecnico senza tralasciare la velocità, essendo però paradossalmente meno costante del precedente, ma comunque un capolavoro.

Il successo negli anni 2000(2002-2010)

A Night at the Opera e gli album live(2002-2006)

Negli anni 2000 i Blind Guardian promettono un disco totalmente orchestrale che non è ancora stato rilasciato e che uscirà probabilmente verso il 2013-2014.Questa dichiarazione fa di nuovo pensare ad una parte progressive metal nei Blind Guardian che si dimostrano molto interessati alla speriementazione di nuovi tipi di suoni. A Night at the Opera, disco del 2002 sembra confermare ciò, il disco alternando parti melodiche, a potenti, epiche, martellanti fino a parti sempre più complesse che ospitano sonorità orchestrali. Il disco ha lievemente diviso la critica, infatti c'è chi lo critica per la poca fedeltà ai dischi precedenti e considerandole parti complesse del disco un riempitivo per coprire alcune linee melodiche non molto complesse, c'è chi dice invece che il disco è complesso e piacevole allo stesso tempo anche nelle parti melodiche definendolo di valore simile ai tre precedenti album. Le canzoni più apprezzate sono The Maiden and the Minstrel Knight, commovente ballad melodica e And Then There Was Silence, assieme a Precious Jerusalem. Dopo A Night at the Opera, i Blind Guardian realizzano un disco live chiamato Live che ha due CD e che ospita più di 20 brani, scelti non solo secondo i gusti dei fans. Il disco raccoglie parti registrate di vari live, tra cui le città italiane Venezia, Milano e Firenze. Nel 2004 invece i Blind Guardian rilasciano un DVD live chiamato Iamginations Through the Looking Glass, un classico DVD del metal in generale che vede una scaletta perfetta, un ottima interpretazione dei brani ed un organizzazione magistrale nella realizzazione del DVD. Nel 2005 lo storico batterista Thomas "Thomen" Stauch è sostituito da Frederik Ehmke che però ne erediterà le carstteristiche.

A Twist in the Myth(2006)

A Twist in the Myth, album del 2006 ospita un sound più moderno con leggere contaminazioni progressive ed anche un pò thrash, è un album poco apprezzato e rispettato poichè i brani non sono secondo la critica molto epici e complessi ed alcuni dei pregi dei Blind Guardian venivano a mancare, tuttavia universalmente è considerato come un buon lavoro, anche abbastanza variegato che però non può essere al livello di tanti classici del metal. I brani più apprezzati sono i singoli Fly e Another Stranger Me, tendenti al progressive, ma anche brani più heavy e thrash sono apprezzati come Carry the Blessed Home e Skalds & Shadows. Nell'album però sono presenti anche brani di matrice più melodica come This Will Never End e The Edge che rendono il lavoro molto variegato.

At the Edge of Time(2010)

In quest'album i Blind Guardian dopo il calo con A Twist in the Myth hanno dato alle stampe uno dei loro migliori album, dove la ritmica della chitarra in power chord è sempre più protagonista ed i difetti vocali di Hansi Kursch vengono a mancare, rendendo la voce del cantante non più a volte con qualche calo che la rendeva leggermente più stridula come agli inizi degli anni'90, ma rendendola ancora più particolare specialmente in brani come A Voice in the Dark, Tanelorm(Into the Void), Wheel of Time e Sacred Worlds, che tre l'altro sono le migliori canzoni del disco.Il genere della band in questo disco è riconducibile allo speed metal, che non è inteso come sinonimo di thrash metal, infatti si intende speed metal anche un genere che fonde perfettamente l' heavy metal ed il power metal o l'heavy col thrash oppure il power col thrash. Tuttavia la band ha anche una matrice anche più "epic", se la si può definire così e ciò definisce la band piuttosto fedele al power metal, nonostante la componente speed metal è molto presente soprattutto per la tipica batteria martellante con doppia cassa di Frederik Ehmke, ma non mancano pezzi che uniscono il symphonic metal al power metal con le ovvie contaminazioni speed metal che quindi hanno una matrice anche cinematografica, ma comunque con i soliti riff di chitarra ritmica molto serrati. Infatti il disco si presenta abbastanza variegato e sperimentale già dal primo brano "Sacred Worlds" che è un brano sinfonico che mette in risalto l'esaltante ritmica del secondo chitarrista Marcus Siepen e le orchestrazioni del tastierista della band Michael Schuren e dell' Orchestra di Praga coinvolta nella realizzazione del brano. La canzone succesiva non è la migliore dell'album come Sacred Worlds, ma è sicuramente un altro dei brani migliori:il brano si chiama "Tanelorm(Into the Void)" ed è un brano power metal comunque con le classiche contaminazioni speed, che sa esaltare il valore della band per la buona tecnica della chitarra solista e l'ottima tecnica della chitarra ritmica, il tutto unito ad un altro di quei ottimi ritornelli che rendono la band, una delle più famose ed importanti sul versante metal per capacità compositive. Con "Road of No Release" la band porta per tutta la canzone chitarre e canto espresso molto fedele al power metal con un sound epico, anche lento e con le classiche ritmiche di chitarra in power chord. Sulla scorta dello speed metal e del power metal delle due tracce precedenti anche "Ride into Obsession" è una canzone che rispecchia abbastanza lo stile della band senza rendere il disco monotono, ma con questa traccia la band pratica un vero e proprio speed metal piuttosto duro ma con note ed una musicalità che rende i mordenti della canzone alcuni degli elementi migliori, come del resto è sempre stato nello stile della band. Dopo l'ottima prova all'inizio sinfonica, poi con uno speed metal più vicino al power per contaminazioni "epic", poi con il power metal di "Road of No Release" e lo speed metal di "Ride into Obsession" ecco che la band rende il disco ancora più variegato con una canzone che probabilmente a Sacred Worlds, Tanelorm(Into the Void), Ride into Obsession, A Voice in the Dark e Wheel of Time può diventare uno dei classici della band e può rendere il disco eccellente, infatti "Curse my Name" è una power ballad medioevale che sembra come molte altre canzoni riparare alcuni difetti della band come il fatto di creare ballad medioevali buone ma non eccelse come A Past in Future Secret, ma Curse my Name si dimostra più articolata, ma Valkyries riesce a superare anche l'ottima prova di Curse my Name, qui non si parla di una power ballad medioevale anche se nella composizione e nel ritornello la canzone in stile power metal con influenze speed si dimostra anche una canzone da un buon tocco melodico. I ritornelli dal sapore melodico a supporto di un power metal con influenze speed o con uno speed metal abbastanza duro ma con cori epici li ritroviamo in "Control the Divine" che fa capire all'ascoltatore che l'album ripete le stesse strutture del power chord, ma proponendo canzoni più corte, compatte, con uno stile ben preciso e coerente, ma mai ripetitivo. Con la successiva "War of the Thrones" viene messa in risalto l'abilità alla tastiera di un componente non ufficile della band, ovvero Michael Schuren che accompagna i ritornelli melodici, piacevoli e leggermente romantici in una particolare ed articolata power ballad con un sound allegro e supportata da atmosfere medioevali, di pianoforte ed anche da qualche piccola orchestrazione, rendendola un altro punto forte del disco. Con "A Voice in the Dark" la band si trova a proporci il singolo dell'album con una ritmica eccelsa, uno speed metal epico che nella durezza e nella grande tecnica della chitarra sa trovare spazio ad un'infinità di note ed una musicalità che esaltano le mastodontiche doti compositive del gruppo, rendendo questo brano il secondo per qualità, se non fosse per quello che è considerato il migliore, ovver Sacred Worlds, visto l'ottimo riempitivo sinfonico e la maggiore lunghezza del brano. Infine abbiamo un'altro grande brano sinfonico che però pur essendo un'altra ottima canzone dalle sonorità mediooerientali-arabe non è all'altezza di Sacred Worlds, ma sicuramente pur non essendo un brano da 10 ci si avvicina molto viste anche le ricche, ma non esasperate orchestrazioni.

Stile, temi e popolarità

La musica dei Blind Guardian è caratterizzata dalle veloci chitarre elettriche e dalla doppia cassa martellante classici del power metal, ma può essere considerata quasi unica per il suo uso dell'overdub (sovrapposizione) per creare un suono estremamente denso, un suono "epico". Questa tecnica, specialmente notabile nelle parti vocali e di chitarra, dà l'impressione di una vasta armata di musicisti che suonino all'unisono e cantino in armonia, impressione rafforzata anche da i cori, onnipresenti in ogni canzone. Considerando già le qualità solistiche e da inno dei loro cori, non sorprende che l'album live del 2003 intitolato proprio Live (come già il Tokyo Tales del 1993), avesse una qualità e uno stile molto vicini alle loro registrazioni in studio: infatti anche se hanno dovuto rinunciare all'overdub del vocalist Hansi Kürsch, il pubblico entusiasta e numeroso si è fatto carico di sostituirlo fedelmente. In certe occasioni il pubblico ha addirittura cantato sulla sola base di un solo della chitarra di André Olbrich o sostituito per l'intero pezzo il cantante in brani come The Bard's Song. Sempre in questa ottica un evento da ricordare è quello occorso durante il concerto da cui è stato tratto il DVD Imaginations Through the Looking Glass (2004), il momento in cui dopo la fine della canzone Valhalla, contenente forse il loro coro più trascinante e famoso, il pubblico (dopo pochi istanti di ovazione) ha da solo ricominciato il coro e lo ha continuato eroicamente per altri 2 minuti prima di spegnersi, sostenuto dalla sola batteria intervenuta in suo aiuto. Inizialmente, i Blind Guardian sono stati ispirati dai mondi fantastici di J. R. R. Tolkien e di altri autori di genere fantasy, così come da leggende tradizionali e dall'epica. L'album del 1998 Nightfall in Middle-Earth, per esempio, è un concept album basato su Il Silmarillion di Tolkien, mentre l'album del 2002 A Night at the Opera presenta una canzone di 14 minuti sulla Guerra di Troia, intitolata And Then There Was Silence, pubblicata anche come singolo. Inoltre, i Blind Guardian hanno scritto varie canzoni dedicate alla saga composta da 7 libri La torre nera di Stephen King come Carry the Blessed Home, The Script for My Requiem, Another Stranger Me e Somewhere Far Beyond. Nello scorrere degli anni si è sviluppato un tema ricorrente: i membri della band vengono paragonati a bardi girovaghi, merito anche della canzone The Bard's Song diventata una vera e propria tappa obbligata ad ogni concerto. La popolarità dei Blind Guardian ha continuato a crescere da pochi adepti in Europa e Giappone, fino a che non sono diventati una delle band di power metal più conosciute e rispettate del mondo. Il singolo And Then There Was Silence, per esempio, ha raggiunto la vetta nella top ten delle vendite in Spagna e il settimo posto in Canada, nonostante la sua durata. Assieme a Jon Schaffer (leader e fondatore degli Iced Earth) Kürsch ha fatto parte di un apprezzato progetto parallelo, fondando i Demons & Wizards. Lo stesso Hansi ha inoltre collaborato con molteplici gruppi power metal, come gli Angra in Temple of Shadows, gli Edguy in Vain Glory Opera, i Neverland in Reversing Time, i Gamma Ray in Land of the Free e i Therion con Deggial e in vari album degli Avantasia di Tobias Sammet.

Piccoli approfondimenti stilistici

Tornando allo stile musicale si può definire quello dei Blind Guardian uno speed metal con una grande tecnica alla base, sia ritmica, che solistica e con leggeri usi di sintetizzatori, voci in coro e in overdub ed uno stile musicale che rispetta gli standard del power metal. I Blind Guardian sono amanti anche del metal più complesso, così in ballad melodiche hanno messo parti di musica orientale, araba e medioevale, oppure sintetizzatori e cambi di tempo con bridge e ritornelli di grande dote compositiva nei loro brani che sembrano dare venature leggermente progressive metal ai loro lavori, anche se non usano le tastiere e rispettano gli standard del power metal, tra cui la scala diatonica e la scala cromatica o il power chord. Ultimamente con l'attesa del disco orchestrale e l'ultimo album At the Edge of Time, i Blind Guardian seppur in pochissimi brani in tutta la loro carriera hanno sperimentato sonorità più sinfoniche, con una leggera matrice cinematografica.

Discografia

Demo

Studio album

Raccolte

Live album

Singoli

DVD