Bob Marley
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|---|---|---|
| Bob Marley in una celebre foto. | ||
| Nazionalità | Giamaica | |
| Genere | Reggae[1] Rocksteady[1] | |
| Periodo attività | 1962 - 1981 | |
| Discografia | 29 | |
| Studio | 16 | |
| Live | 4 | |
| Raccolte | 9 | |
| Sito web | bobmarley.com | |
Robert Nesta "Bob" Marley è stato un celebre cantautore e chitarrista giamaicano.
È considerato il più importante musicista reggae di sempre, e non si può non nutrire ammirazione nei confronti della sua testimonianza spirituale, del suo impegno civile e soprattutto dei suoi esiti artistici. Sfruttò la sua popolarità per diffondere un messaggio di pace, unità e amore e grazie alla sua opera, un mese dopo la morte fu insignito del prestigioso Jamaican Order of Merit.
Indice |
Biografia
Nacque a Saint Ann Bay, un villaggio giamaicano, nel 1945, da padre bianco di origine inglese e madre indigena. Alla morte del padre si trasferì in un sobborgo di Kingston chiamato Trenchtown, dove fece i conti con la violenza e il pregiudizio. Il fatto di essere un mezzo sangue pesò molto sulle relazioni intavolate con i suoi coetanei. Bob Marley, però, riuscì a costruirsi un orizzonte musicale ben definito stringendo amicizia con due persone con cui fece un cammino molto lungo: Bunny Livingston e Peter Tosh.
The Wailers (1964-1974)
Questi rappresenteranno l'ossatura del gruppo musicale The Wailers, formatosi nel 1964 e attivo per circa un decennio sulla scena musicale giamaicana. Nel 1966 sposa Rita Anderson, che rimase sua moglie fino alla fine dei suoi giorni. Intanto cerca di lanciare il gruppo anche sul mercato inglese ed internazionale, ma questo avvenne soltanto nel 1973 con l’album Catch a Fire e l’anno seguente con Burnin'. Fu allora che il mondo cominciò ad accorgersi di questo cantante capace di prove magistrali come "Get up stand up" o "I shot the sheriff".
La carriera solista (1974-1977)
Nel 1974 i The Wailers si sciolgono e Bob Marley continua la carriera musicale da solista. D’ora in poi si farà conoscere con il nome di "Bob Marley and the wailers". Nel 1975 il successo internazionale gli arride con il singolo "No woman no cry", canzone destinata ad entrare nella leggenda della musica leggera. La Giamaica, però, non è ancora pronta ad accoglierlo come trionfatore, anche perché lacerata da lotte intestine di natura politica. Destra e sinistra si fronteggiano, facendo piombare il paese in un caos che soltanto la delinquenza giovanile e le guerre tra le gang erano riuscite produrre in precedenza. A farne le spese è Bob Marley che rischia di essere ucciso da un colpo di pistola nel 1976. Per questo motivo e per promuovere la sua carriera che intanto sta procedendo spedita, l’artista giamaicano si trasferisce in Inghilterra dove pubblica gli album Exodus e "Kaya". È questo un momento molto fortunato della sua produzione che gli permette di dare alla luce canzoni molto importanti come "One love" e "Jamming".
L'apice e la prematura morte (1978-1981)
Il suo ideale di pacificazione si estrinseca nel leggendario concerto del 1978 in Giamaica ("One love peace concert") in cui chiama sul palco Seaga e Manley, i due leader politici di una Giamaica divisa, e fa loro stringere la mano. Le fortune della sua arte coincidono però con forti problemi di salute. Durante una partita di calcio si infortuna all'alluce del piede, ma rifiuta di curarsi adeguatamente, per rimanere fedele ai dettami della religione Rastafariana. Questo, però gli sarà fatale, dal momento che il tumore che gli era stato diagnosticato in precedenza si estende progressivamente a tutto il corpo. Prima della sua prematura morte avvenuta l'11 maggio 1981 a Miami, egli ha modo di tenere ancora un paio di concerti, tra cui quello storico allo stadio di Milano in cui intona la straordinaria canzone "Redemption song".
La religione rastafariana
Non lascia testamento, ma la volontà di essere seppellito in Etiopia trapela chiaramente dalle sue ultime volontà. Il legame tra Bob Marley e quel paese africano è infatti molto profondo. È la religione rastafariana a stabilire un parallelo tra il mondo afro-americano e quello della madrepatria africana. Il fondatore di tale setta, il professore universitario poi internato in un ospedale psichiatrico, Howell, individua in Haillè Selassiè (meglio conosciuto in Italia con il titolo di "negus") il messia della tradizione biblica.
Marley arricchisce i contorni già delineati di tale religione con nuove tematiche, come quella del ritorno dei neri americani nella propria terra d'origine, ossia l'Africa. Egli in questo si ispira al nazionalista nero, Marcus Garvey, che nella prima metà del novecento aveva messo in piedi una società di navigazione per trasbordare i neri americani in Africa. Ma Marley, al posto dell’iniziativa imprenditoriale, usa il potere della musica come arma di liberazione. Crea così una miscela di suoni musicali, non aliena da manipolazioni stilistiche. Trasforma così i ritmi vertiginosi dello steady rock, del mento, e del calypso, in quelli lenti e psichedelici del reggae.Di questa sua nuova creazione egli intravede subito le potenzialità di natura politica. Egli sfrutta la sua popolarità per diffondere un messaggio di pace, unità e amore. In mezzo a tutto questo vi è naturalmente l'invito da lui lanciato al consumo di marijuana, la pianta che crebbe sulla tomba di Salomone. E questo dettaglio che riguarda il famoso e saggio re ebraico non è casuale. Dall'incontro di tale re con la bellissima regina di Saba sembra che sia nato un figlio dai lineamenti e dalle fattezze africane. Molti anni dopo Haillè Selassiè reclamò la discendenza da re Salomone e ancor prima da David, e per questo fu considerato dai rastafariani come il messia di cui la bibbia parla.
Checchè si pensi sulla validità del messaggio religioso di Bob Marley, non si può non nutrire ammirazione nei confronti della sua testimonianza spirituale, del suo impegno civile e soprattutto dei suoi esiti artistici. Milioni di persone, infatti, ascoltano ancor oggi la sua musica, veicolo di pace tra i popoli e le nazioni.
Discografia
Studio
| Album | Band | Data rilascio | Etichetta |
|---|---|---|---|
| The Wailing Wailers | The Wailers | 1965 | Studio One |
| Soul Rebels | The Wailers | December 1970 | Upsetter/Trojan |
| Soul Revolution | The Wailers | 1971 | Upsetter/Trojan |
| Soul Revolution Part II | The Wailers | 1971 | Upsetter/Trojan |
| The Best of the Wailers | The Wailers | August 1971 | Beverley's |
| Catch a Fire Silver (UK) | The Wailers | April 13, 1973 | Island/Tuff Gong |
| African Herbsman | The Wailers | July 1973 | Upsetter/Trojan |
| Burnin' Gold (US), Silver (UK) | The Wailers | October 19, 1973 | Island/Tuff Gong |
| Rasta Revolution | Bob Marley & The Wailers | 1974 | Upsetter/Trojan |
| Natty Dread Gold (UK) | Bob Marley & The Wailers | October 25, 1974 | Island/Tuff Gong |
| Rastaman Vibration Gold (US), Gold (UK) | Bob Marley & The Wailers | April 30, 1976 | Island/Tuff Gong |
| Exodus Gold (US) , Gold (CAN), Gold (UK) | Bob Marley & The Wailers | June 3, 1977 | Island/Tuff Gong |
| Kaya Gold (US), Gold (UK) | Bob Marley & The Wailers | March 23, 1978 | Island/Tuff Gong |
| Survival Gold (CAN) | Bob Marley & The Wailers | October 2, 1979 | Island/Tuff Gong |
| Uprising Gold (US) | Bob Marley & The Wailers | June 10, 1980 | Island/Tuff Gong |
| Confrontation (posthumous) Gold (US) | Bob Marley & The Wailers | May 23, 1983 | Island/Tuff Gong |
Live
| Album | Data | Etichetta |
|---|---|---|
| Live! (Gold) | December 5, 1975 | Island/Tuff Gong |
| Babylon by Bus | November 10, 1978 | Island/Tuff Gong |
| Talkin' Blues (recorded in 1973) | February 4, 1991 | Island/Tuff Gong |
| Live at the Roxy (recorded in 1976) | June 24, 2003 | Island/Tuff Gong |