Bruce Springsteen

Da RockCiclopedia, tutta la storia del rock... scritta da voi!
Bruce Springsteen
Bruce Springsteen nel 1981
Bruce Springsteen nel 1981
Nazionalità Stati Uniti
Errore nella creazione della miniatura: File mancante
Genere Rock and Roll
Classic Rock
Hard rock
Pop rock
AOR
Periodo attività 1972 - in attività
Discografia 25
Studio 16
Live 5
Raccolte 4
Sito web brucespringsteen.net
Citazione « Io sarò pure il Presidente, ma lui è e rimane il Boss.[1] »
(Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d'America)


Bruce Frederick Joseph Springsteen è un cantautore rock statunitense, nato a Long Branch, nel New Jersey, il 23 settembre 1949. Grazie ai suoi innumerevoli successi musicali, fra cui l'essere al terzo posto della classifica delle più alte retribuzioni nel mondo musicale (ha guadagnato infatti oltre 1 miliardo e mezzo di dollari in carriera), dietro U2 e The Rolling Stones, hanno fatto sì che venisse soprannominato The Boss.

Ha venduto oltre 120 milioni di dischi in tutto il mondo, di cui 64 solo nel suo paese d'origine.

Biografia

1949 - 1971: Dall'infanzia al debutto nel rock

Citazione « Quand'ero ragazzo, c'erano due cose impopolari a casa mia: una ero io, l'altra era la mia chitarra. »
(Bruce Springsteen)

Come già detto, Bruce nasce a Long Branch nel 1949. Suo padre, Douglas, di origini irlandesi, cerca di sbarcare il lunario svolgendo un'infinità di occupazioni; sua madre, Adele Zirilli, di origini campane (i suoi genitori, i nonni di Bruce, sono originari di Vico Equense, paesino vicino a Sorrento, in provincia di Napoli) lavora come segretaria. Bruce è il primogenito di tre figli: la sua famiglia si completa dopo la nascita di Virginia, nel 1950, e Pamela, nel 1962. Il futuro Boss trascorre la sua infanzia nei pressi di Freehold, nel New Jersey, cambiando spesso casa a causa delle condizioni economiche familiari in rapido peggioramento. Sarà proprio dopo l'ennesimo trasloco, stavolta in California, che Bruce deciderà di staccarsi dalla famiglia, tornando in New Jersey.

Nel 1956, a soli 7 anni, il piccolo Bruce guarda in televisione l'esibizione di Elvis all'Ed Sullivan Show[2] e da quel momento decide di voler diventare a tutti i costi un cantante rock and roll. Non cambierà più idea. A 13 anni compra la sua prima chitarra, per soli 18 dollari. A 16 la madre gli regala una chitarra Kent: per comprarla dovette chiedere un prestito.

Pochi mesi dopo entra come chitarrista nella sua prima band, i Castiles. Dopo diverse esibizioni in molti locali del New Jersey, nel 1967 Bruce e la sua band tentano di raggiungere la fama a New York, dove i Castiles (il nome deriva da uno shampoo in voga in quel periodo) si esibiscono per 29 volte al Cafè Wha?, lo stesso leggendario locale dove esordì Jimi Hendrix. Ma il successo non arriva: la band, di ritorno a casa, decide di sciogliersi.

Dopo la traumatica decisione di tornare in New Jersey da solo, con la famiglia in California, decisione dovuta anche ad un pessimo rapporto con il padre, Bruce inizia a frequentare Asbury Park, una cittadina distante 20 km da Freehold dove vi è una straordinaria fioritura di gruppi rock. Lì conosce Steve Van Zandt, chitarrista, Danny Federici, tastierista e Vini Lopez, batterista, e suona con loro in diverse formazioni. Una di queste, gli Steel Mill, raggiungono uno straordinario successo locale senza però riuscire a incidere nessun singolo. Nel 1971 la band assume una formazione e un nome ben noti al pubblico mondiale: nascono Bruce Springsteen & The E Street Band.

1972 - 1979: La lunga via per il successo

Citazione « Giovedì scorso, all'Harvard Square Theatre, ho visto un flash del mio passato di rock'n'roll davanti ai miei occhi. E ho visto qualcos'altro: ho visto il futuro del rock and roll e il suo nome è Bruce Springsteen. E in una serata in cui avevo bisogno di sentirmi giovane, mi ha fatto sentire come se stessi ascoltando musicale per la prima volta.[3] »
(Jon Landau)

Il 1972 si apre per Springsteen con un incontro importante: Mike Appel, un produttore di New York, nonchè estimatore del giovane boss, riesce a procacciare un incontro con il leggendario talent scout John Hammond, già scopritore di Bob Dylan. L'audizione dura poco: il tempo di suonare due canzoni e Bruce ha già un contratto con la Columbia targato John Hammond. Tuttavia i primi due dischi, "Greetings from Asbury Park, NJ" e "The Wild, The Innocent & the E Street Shuffle", entrambi pubblicati nel '73, riscuotono un grande successo presso la critica ma non presso il pubblico: rimangono pressochè invenduti e le potenti melodie non escono affatto dai confini degli States. La casa discografica, preparandosi a rescindere il contratto, valido per 10 pubblicazioni, definisce Springsteen come "la follia di Hammond". Ma Bruce e la E Street Band non si danno per vinti: decidono di puntare su quella che è ancora adesso la loro arma principale, i live. Il gruppo si lancia in una lunghissima serie di concerti. Tra gli spettatori del concerto di Cambridge, Massachussets, c'è un importante critico: Jon Landau, allora ventisettenne, che aveva già pubblicato diversi articoli su Rolling Stone e che, folgorato da questo nuovo volto del rock and roll, scrive, pubblicandolo sul "Real Paper" di Boston, un articolo lunghissimo e pieno di elogi per Bruce e la sua band. Fra i molti elogi, scrive una frase che passerà alla storia: definisce Springsteen come "il futuro del rock and roll". Mai frase fu più azzeccata.

Nel 1975 la Columbia regala un'altra chance a Bruce e a Hammond: pubblica "Born to Run". Il disco, che diventerà presto una delle pietre miliari della storia del rock, ha un successo strepitoso, soprattutto grazie al lunghissimo tour di supporto, dove, come al solito, Springsteen e la E Street Band danno grande spettacolo, e anche grazie alla massiva trasmissione della title track in molte stazioni radiofoniche americane. L'album si piazza al terzo posto della "Hot LP Chart" e alla posizione numero 23 della Billboard Top 100, mentre il Boss appare, nell'ultima settimana di ottobre dello stesso anno, contemporaneamente sulle copertine di Newsweek[4] e Time[5].

Ma il successo rivela l'inganno a cui Bruce era stato sottoposto dal produttore Mike Appel: egli aveva perso, secondo contratto, tutti i diritti sulle sue canzoni, che erano passati ad Appel. Il Boss decide allora di lanciarsi in una lunga e faticosissima battaglia legale, dalla quale, dopo due anni, Appel esce sconfitto, ma con i soldi, e Springsteen vincitore, con i diritti dei suoi pezzi in pugno. Il suo manager diventa proprio Jon Landau, colui che era rimasto così meravigliato dalle sue performances.

Nel 1978 esce "Darkness on the Edge of Town", il disco che segna un grande passo nell'evoluzione artistica del Boss. Il tour promozionale dell'album conferma ancora una volta la straordinaria capacità di Bruce e compagni di emozionare e divertire il pubblico. La decade si conclude con una straordinaria collaborazione: Springsteen recita un monologo in una canzone di Lou Reed: Street Hassle, ma il nome del Boss non appare nei crediti per sua stessa richiesta.

1980 - 1989: da The River allo scioglimento della E Street Band

Citazione « Può qualcuno dirmi così tante cose, può ancora il Rock and roll parlare con questo genere di potenza e gloriosità? E subito sentii il dolore delle piaghe sulle mie cosce, sulle quali non avevo fatto altro che battere le mie mani durante tutto il concerto e capii che la risposta era sì.[6] »
(Jon Landau)

Il decennio si apre per Springsteen con una nuova pubblicazione: è la volta del doppio album "The River". Le tematiche sono in linea con quelle già trattate nei dischi degli anni '70. L'anno successivo una nuova tournèe porta per la prima volta Bruce in Europa. Grazie al distacco dall'America e a delle letture consigliate da Landau, Bruce libera la sua vena introspettiva registrando un disco acustico, Nebraska, su un vecchio registratore a quattro piste, solo con voce, chitarra acustica e armonica. L'album, pubblicato nel 1982, riscuote un ottimo successo piazzandosi al quarto posto della classifica Billboard, nonostante lo stile sia molto meno commerciale rispetto ai precedenti lavori dell'artista.

Le tracce inutilizzate per Nebraska formano la struttura di un nuovo album, che segna il ritorno del Boss all'elettrico. Nasce, nel 1984, "Born in the U.S.A.", il disco che conferisce a Bruce il successo planetario definitivo. La title track, erroneamente scambiata per un inno nazionalista (quando invece è proprio un grido di rabbia nei confronti della nazione di un soldato del Vietnam), viene trasmessa giorno e notte da tutte le radio del mondo, il "Born in the U.S.A. Tour", porta in giro il Boss e la sua E Street Band per tutto il mondo. Con gli introiti del disco e della prima parte del tour, Bruce riesce a ingaggiare il regista Brian De Palma per girare il videoclip di "Dancing in the Dark". Il video, girato in uno stadio pieno, vede Bruce che invita una ragazza, la futura attrice Courteney Cox Arquette, a ballare sul palco con lui[7]: questo gesto verrà riproposto centinaia di volte da Bruce, durante le esecuzioni della canzone dal vivo.

Dopo il successo planetario, Bruce torna, nel 1987, all'introspettiva visione della realtà. Con Tunnel Of Love affronta il tema della difficoltà dei rapporti tra uomo e donna, vissuta sulla propria pelle dal Boss, che ha appena superato il divorzio con la prima moglie, Julianne Phillips. La notizia di un nuovo legame viene proprio dall'Italia: a Torino, nei camerini del dietropalco, Bruce viene visto con Patti Scialfa, corista della E Street Band, che diventerà sua moglie alla fine della decade. Il disco non ebbe il successo sperato, pur rimanendo sempre tra gli album più venduti. Dopo il tour mondiale di Amnesty International, al quale prendono parte, oltre a Bruce e alla E Street Band, anche Tracy Chapman, Sting, Peter Gabriel e Youssou N'Dour, tra il 1988 e il [[1989] il Boss decide, per la totale delusione dei suoi fans, di sciogliere la E Street Band e di lasciare il New Jersey per trasferirsi in California, dove nascerà Evan James, primo dei tre figli di Bruce e Patti.

1990 - 1999: la "decade buia"

Citazione « Quindi fratello ricevimi con il tuo bacio infedele, o ci lasceremo soli, così, sulle strade di Philadelphia. »
(Bruce Springsteen - "Streets of Philadelphia")

A quasi 5 anni di distanza dall'ultimo disco, Bruce pubblica nel giro di pochi giorni, nella prima metà del '92, due album di inediti: "Human Touch" e "Lucky Town", che il Boss aveva precedentemente registrato avvalendosi di musicisti turnisti. I dischi, pur rappresentando qualcosa di nuovo nel percorso musicale di Springsteen, non riescono a bissare i risultati dei lavori precedenti, probabilmente proprio a causa dell'assenza della E Street Band. Anche il tour ha un buon successo. Tuttavia, grazie ai nuovi metodi compositivi utilizzati in questi album, Bruce riesce a scrivere due canzoni per dei film: "Streets of Philadelphia" per "Philadelphia", dell'amico Jonathan Demme, e "Missing", per "Tre giorni per la verità", di Sean Penn. La prima gli vale un premio Oscar, che vince nel 1994.

A un periodo di sovraesposizione mediatica, come al solito Bruce oppone un periodo di scrittura intima: nel 1995 esce The Ghost of Tom Joad, ancora una volta un disco quasi del tutto acustico, le cui trame vedono protagonisti degli emigranti messicani che cercano invano fortuna negli States: il lavoro viene pubblicizzato da un tour acustico nei teatri. Gli anni '90 si chiudono con un tour graditissimo da media, critica e pubblico: il Boss richiama finalmente la E Street Band dopo 10 anni di inattività per il "Reunion Tour", che sarà tutto fuorchè un tour d'addio per la storica band di Springsteen.

2000 - 2009: "The Rising", la rinascita

Colpito dagli avvenimenti dell'11 settembre, The Boss compone, insieme alla E Street Band, un nuovo album: è la volta di "The Rising". In questo disco Bruce diventa quasi patriota, volendo risollevare l'orgoglio americano ferito. Le 15 tracce spaziano in una varietà impressionante di generi e temi: non mancano riferimenti politici e religiosi. Il tour che segue consacra ancora una volta l'abilità di Springsteen e della E Street Band: nei set di oltre tre ore si hanno momenti di incredibile drammaticità alternati a momenti di pura festa in cui, come suo solito, il Boss annulla qualsiasi tipo di barriera tra pubblico e musicisti.

Da questo punto in poi, Bruce si mostrerà sempre più in contrasto con le scelte del presidente George W. Bush. Ne è un chiaro esempio la pubblicazione della canzone "Devils & Dust", che narra le emozioni di un soldato americano in guerra, come primo singolo dell'album omonimo: questo sarà il terzo disco acustico del Boss, contenente alcune delle canzoni scartate per "The Ghost of Tom Joad", e sarà pubblicato nel 2005. "Devils & Dust" è anche il primo disco di Bruce sottoposto a censura: la canzone Reno gli valse il bollino di avvertimento, poichè tratta del rapporto sessuale tra un uomo disperato e una prostituta.

Nel 2006 esce il primo album di cover di Bruce: "We Shall Overcome: The Seeger Sessions", nel quale il Boss incide molte canzoni tipiche della tradizione americana, tutte già precedentemente interpretate dal cantante folk Pete Seeger.

Due anni dopo Bruce e la E Street Band pubblicano "Magic", un nuovo disco elettrico, a cui segue un lungo tour. Il disco balza al primo posto della Billboard Chart con oltre 350.000 copie vendute nella prima settimana dall'uscita.

Il decennio si chiude con la pubblicazione di Working on a Dream, la cui title track era stata già presentata a fine 2008, durante la campagna elettorale di Barack Obama, futuro presidente, che Bruce aveva appoggiato incondizionatamente. Il disco, che esce all'inizio del 2009, contiene anche la canzone "The Wrestler", che servirà da colonna sonora all'omonimo film, vincendo un Golden Globe per la miglior canzone e mancando di poco la nomination all'Oscar. Il Working on a Dream Tour segue alla pubblicazione dell'album, raccogliendo ancora una volta migliaia di fans nelle arene e negli stadi di tutto il mondo.





Note

  1. [1] - from Barack Obama's speech at Kennedy Honors, December 6th 2009.
  2. Elvis Presley - Hound Dog live at The Ed Sullivan's Show, October 28, 1956
  3. [2] - from Jon Landau's "Growing young with Rock and Roll", published on "The Real Paper", Boston, May 22, 1974
  4. Bruce Springsteen on Newsweek magazine's cover on October 27, 1975
  5. Bruce Springsteen on TIME magazine's cover on October 27, 1975
  6. [3] - from Jon Landau's "Growing young with Rock and Roll", published on "The Real Paper", Boston, May 22, 1974
  7. Bruce Springsteen: Dancing in the Dark, Official Video