Heaven and Hell

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Heaven and Hell
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Artista Black Sabbath
Tipo album Studio
Genere Heavy metal
Pubblicazione 26 Aprile 1980
Tracce 8
Durata 40 min : 06 sec
Etichetta Vertigo
Warner Bros
Produttore Martin Birch
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Heaven and Hell è il primo album, datato 1980, della leggendaria band di Birmingham dopo la dipartita di Ozzy Osbourne, al termine di un intero decennio di successi. Il colpo sembra duro da sopportare, e già negli anni precedenti il gruppo ha risentito di un percettibile calo di creatività, aggravato dalla prepotente affermazione della New Wave Of British Heavy Metal e dalla conseguente perdita di attrattiva da parte del pubblico per le sonorità hard-rock più tradizionali. Tuttavia Iommi & Co., dando il benvenuto al nuovo cantante, l'emergente Ronnie James Dio (americano, proveniente dai Rainbow di Ritchie Blackmore), producono un disco di inatteso impatto: un vero capolavoro dell'heavy-metal, che nulla ha da invidiare ai classici dell'era Ozzy.

Caratteristiche

I cambiamenti rispetto al sound dei tempi passati sono notevoli: i Sabs si adeguano alla potente e melodica voce di Dio con riff di chitarra più snelli e veloci (che mettono finalmente in evidenza il talento di Tony Iommi) e ritmi più rapidi e meno cadenzati e ripetitivi. Si passa insomma ad un heavy-metal maturo, meno "grezzo", con un utilizzo molto più cospicuo e consapevole dei sintetizzatori (viene per l'occasione reclutato nella band un tastierista fisso, Geoff Nicholls, che darà da quel momento in poi un'apporto notevole al lavoro del gruppo anche al livello compositivo).

Dio introduce temi esoterici e fantasy nei testi, facendone il motivo portante del disco (se anche all'epoca di Ozzy c'erano stati accenni a tali soggetti, essi rappresentavano comunque un'aspetto marginale e superficiale della produzione dalla band). La batteria non è più solo un elemento di supporto per la chitarra di Iommi, ma si mette autonomamente in evidenza in stacchi di notevole stile e pulizia, ma incastrandosi sempre a meraviglia nell'intero contesto.

Brani

Si comincia con la veloce e straripante "Neon Knights" - in cui Ward e Butler si scatenano in un coinvolgente accompagnamento per gli aggressivi "ruggiti" di Dio e per il magnifico assolo di Iommi (forse mai così heavy prima di allora) - che lascia subito intendere dove si voglia "andare a parare". La maestosa "Children Of The Sea" lascia spazio ad un potente hard rock venato di cori e chitarre acustiche, più vicino, in un certo senso, al sound tradizionale della band. "Lady Evil" è un riuscitissimo rock-blues (ripreso anche in "Walk Away"), rivisitato in chiave "anni '80", che celebra le immense doti melodiche della voce di Ronnie James Dio. La title track si afferma come uno dei capolavori indiscussi del genere, uno dei migliori riff mai composti da Iommi. "Wishing Well" è un pezzo meno "impegnato" degli altri (pur anch'esso qualitativamente notevole), che consente all'ascoltatore, a circa metà dell'album, di "riprendere un po' il fiato", per così dire.

Ma rapidamente si passa a "Die Young", che rende ottimamente l'idea del "nuovo corso" del sound dei Black Sabbath: qui le tastiere hanno un ruolo decisivo, l'atmosfera di sottofondo da esse creata fa letteralmente venire la pelle d'oca. Ottima in questo caso anche la prestazione alla batteria di Bill Ward, che mostra di trovarsi perfettamente a proprio agio anche con i ritmi veloci. Chiude "Lonely Is The Word", un lento decadente impreziosito da un riff di ben 3 minuti di Tony Iommi, che da solo regge con rara maestria il pezzo per quasi l'intera sua durata.

Tracklist

# Titolo Durata
1. "Neon Knights"   3:49
2. "Children of the Sea"   5:30
3. "Lady Evil"   4:22
4. "Heaven And Hell"   6:56
5. "Wishing Well"   4:02
6. "Die Young"   4:41
7. "Walk Away"   4:21
8. "Lonely is the Word"   5:49

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