Jam session

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Louis Armstrong nel 1953.

Riunione informale tra musicisti jazz in cui si realizza un esperimento collettivo di tipo musicale volto a mettere in comune stili e idee, migliorando così il feeling reciproco o il fraseggio del pezzo. In certi casi la jam session è il mezzo con il quale due o più musicisti si fronteggiano in una competizione che ha lo scopo di dichiarare un vincitore. La jam session libera la creatività dei musicisti dai rigori della disciplina di gruppo o orchestrale, impedendo tuttavia al solista di essere un puro anarchico del suono. La jam session, quindi, tende ad armonizzare l’esecuzione di gruppo con il talento e la creatività del musicista singolo.

La diffusione su vasta scala delle jam session avvenne a fine anni '20, quando Kansas city, importante snodo logisitco e commerciale americano, divenne la città leader dell’universo creativo del jazz, attirando una miriade di musicisti di passaggio che si misuravano sul piano musicale. Proverbiali e mirabili furono le contese tra il sassofonista Coleman Hawkins e tutti quelli che osavano sfidare il suo immenso talento.

Negli anni successivi la fama e la popolarità delle jam session non è certamente declinata, anzi ha creato più forti ed affascinanti suggestioni.