Janis Joplin

Da RockCiclopedia, tutta la storia del rock... scritta da voi!
Versione del 9 feb 2010 alle 22:53 di Lorenzone92 (Discussione | contributi)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)
Citazione « Sul palco faccio l'amore con 25mila persone, alla fine però torno a casa sola. »
(Janis Joplin)
Janis Joplin
Janis Joplin in California (1968)
Janis Joplin in California (1968).
Nazionalità Stati Uniti
Errore nella creazione della miniatura: File mancante
Genere Blues Rock
Hard Rock
Periodo attività 1966 - 1970
Discografia 10
Studio 4
Live 1
Raccolte 5
Sito web officialjanis.com

Janis Joplin, cantante statunitense, nacque il 19 Gennaio del 1943 a Porth Arthur in Texas e morì il 4 ottobre 1970. a Los Angeles. Suo padre era un ingegnere della Texaco, mentre la madre un'impiegata di un college. Janis aveva anche due fratelli, Michael e Laura. Conobbe il successo verso la fine degli anni sessanta come cantante del gruppo Big Brother and the Holding Company, e, negli anni immediatamente successivi, per i suoi lavori da solista. Una tragica overdose stroncò la sua carriera all'età di 27 anni.

La sua voce, potente, graffiante ed irresistibile, affascinò pubblico e critica, infrangendo la cultura "prevalentemente maschile" che troneggiava nel mondo del rock.

Biografia

Primi anni

La piccola Janis venne alla luce nel 1943 e fu la classica figlia modello di una famiglia per bene e la brava bambina della porta accanto. Durante l'adolescenza il rifiuto dei compagni fece di lei una emarginata, una ragazza che soffriva profondamente per l'indifferenza dei coetanei. Janis preferì attirare l'attenzione in modo negativo piuttosto che continuare a essere esclusa. Così adottò un comportamento volgare e un abbigliamento stravagante che le procurarono una pessima reputazione: «Ho bisogno di libertà e me la prendo!» In questo modo riuscì a instaurare dei rapporti con altre persone. Grazie ai «Beatniks» scoprì uno stile di vita appariscente e anticonformista che corrispondeva ai suoi gusti. Cominciò a frequentare i bar dove si suonava la musica nera, a partecipare alle feste, a bere alcol, a marinare la scuola sempre più spesso e a dedicarsi al blues. Quando cantava quelle canzoni aveva la sensazione di evadere dal mondo dei bianchi che la imprigionava. Il suo sogno era diventare una cantante. In camera sua il giradischi era costantemente in funzione. Nessuno poteva costringerla a condurre una vita borghese.

Conobbe il blues grazie ad amici, iniziò a cantare nel coro cittadino e ad ascoltare artisti come Leadbelly, Bessie Smith, Odetta e Big Mama Thornton. Frequentava la Thomas Jefferson High School, durante quel periodo si interessava soprattutto al disegno, e solo più tardi iniziò a cantare blues e folk insieme ad alcuni amici, nei club di Austin, Beaumont e dintorni. Si diplomò nel 1960 e si iscrisse alla Università del Texas di Austin, ma ne uscì senza alcuna laurea.

Scappò di casa giovanissima e in quel periodo viveva in una casa comunemente chiamata "The Ghetto", con un affitto di 40 dollari al mese. Successivamente giunse - per inebriarsi di musica, droghe, whisky e rock and roll - nella San Francisco degli anni d'oro ('60 e '70). Il suo stile era ispirato principalmente alle sue cantanti blues preferite e ai poeti beat.

Errore nella creazione della miniatura: File mancante
Janis in una foto famosa.

Il 25 giugno del 1964, Janis ed il futuro chitarrista dei Jefferson Airplane, Jorma Kaukonen, registrarono alcuni standard blues, con il sottofondo della macchina da scrivere della moglie di Kaukonen, da qui infatti il titolo: "The Typewriter Tape".

Big Brother and the Holding Company (1967)

La sua carriera iniziò come cantante dei Big Brother nel 1966, creò poi una propria band, ma si esaurì nel giro di quattro anni, durante i quali espresse solo a sprazzi il suo enorme talento. Con i Big Brother incise il primo album "Big Brother and the Holding Company".

Joplin abbandonò definitivamente la vita piccolo borghese tranquilla e ordinata per sfrecciare come un missile nelle sfere più alte del mondo dello spettacolo. Il fascino della sua voce mandava in visibilio il pubblico e così le si aprirono le porte del successo. Con la sua voce rauca e sensuale Janis Joplin toccava l'anima degli ascoltatori. La gente si sentiva compresa da quella cantante in pantaloni a zampa d’elefante, capace di comprime nelle sue corde vocali il desiderio e la sofferenza, generando un cocktail esplosivo che culminava in un parossismo acustico. Nell'estate dell'amore del 1967, durante il grande festival pop di Monterrey, riuscì a sfondare, diventando una stella della musica rock. La gente era affascinata da quella donna disinibita che sembrava spuntata dalla vetrina di un bordello, pronta a scalfire il paradiso degli americani moralmente inibiti. Janis diventò la dea hippie da adorare. Nel giro di tre giorni il suo primo album diventò un vero successo.

Cheap Thills (1968)

Il secondo album del gruppo, "Cheap Thills", venne inciso nel 1968, e con le canzoni "Piece Of My Heart" e "Summertime" raggiunse la vetta delle classifiche per un certo periodo.

Non cercò mai di diventare un'icona sexy, anzi preferiva indossare collane chilometriche e mucchi di bracciali. Janis diventò il simbolo della donna indipendente e trovò una nuovissima schiera di seguaci. Janis Joplin venne celebrata come una grande personalità, eppure, quando calava il sipario, si sentiva sempre terribilmente giù e cercava conforto nella bottiglia di liquore che teneva costantemente con sé. Qualcosa non andava per il verso giusto. Era famosa, eppure stava distruggendo la sua vita. Janis beveva sempre di più. Spesso si esibiva tenendo in una mano il microfono e nell’altra un bicchiere di whisky. Quando un giornalista le chiese se fosse felice, lei eluse la domanda e rispose semplicemente: «Sono molto famosa». Janis custodiva dentro di sé il travaglio che provava per dover vendere se stessa in cambio dell’approvazione dei suoi fans, senza la quale non riusciva più a vivere. Il palcoscenico diventò il suo «contatto» con la vita, ma anche il trampolino di lancio in una morte precoce. La caduta della grande stella era già programmata. Disperata e prigioniera cercò di stordirsi, sviluppando un desiderio insaziabile di droghe.

Nessuno la fermò durante quel suo viaggio suicida perché tutti traevano profitto dalla cantante. Istintivamente, non prese mai LSD perché questo allucinogeno provocava disorientamento e, quindi, avrebbe accentuato maggiormente il senso di smarrimento che lei provava. Presto, però, si iniettò la sua prima dose di eroina. L'immagine della donnaccia insensibile, sboccata, ubriacona, eroinomane e sempre pronta a scopare offriva a Janis solo un sostegno apparente nella sua incessante ricerca di riconoscimento. Al festival di Woodstock si esibì in compagnia del suo nuovo gruppo, i «Kozmic Blues», ma per lei il leggendario avvenimento si trasformò in un fallimento personale: la maggior parte del pubblico, infatti, non la accolse con la consueta euforia di cui le aveva tanto bisogno. Furono di nuovo le droghe a colmare il suo vuoto interiore.

David Niehaus, il suo grande amore, l'abbandonò a causa del suo consumo caotico di eroina. Finalmente Janis provò a mettere un po' d'ordine nella sua vita e dimostrò addirittura una certa stabilità. Nel 1970 fondò la sua terza banda, la «Full Tilt Boogie Band», sperimentando un'insolita armonia artistica con i giovani musicisti. Purtroppo, durante la registrazione dell'ultimo album, che si rivelò anche il migliore, superò nuovamente ogni limite e fece uso ripetutamente di droga. Una sera, sola nella sua camera d’albergo a Hollywood, esausta dopo le ore trascorse nello studio di registrazione, si iniettò inavvertitamente la dose fatale.

Pearl (1970)

Il suo album più celebre ed apprezzato è però sicuramente "Pearl" che non riuscì tuttavia a terminare; la morte infatti la colse durante la realizzazione del suo album più completo e maturo, sognato per una vita.

Errore nella creazione della miniatura: File mancante
Immagine posterizzata della cantante.

Uscirà nel Gennaio del '71 e si affermerà al primo posto delle classifiche non solo per l'emozione, ma anche per la profondità e l'autenticità del disco che lo rendono una delle opere più importanti della storia del rock.

Errore nella creazione della miniatura: File mancante
Try (Just a Little Bit Harder)

File:Janis Joplin - Try (Just a Little Bit Harder).ogg

...da I Got Dem Ol' Kozmic Blues Again Mama! (1969)

L'incredibilità della cantante consiste nel suo personale stile di cantare,ispirato all cantanti nere di blues, che rivela sincerità, potenza, sensibilità, passione e gioia. La sua capacità di trasmettere emozioni riesce a toccare profondamente l'animo umano, commuovendo l'ascoltatore. La Joplin trasformava i brani fino a stravolgerli (per esempio la canzone pop dei Bee Gees, "To Love Somebody". Una volta un suo amico disse: una volta che ascolti quella voce, non la potrai più dimenticare. Janis Joplin fu la prima donna a infrangere la cultura "prevalentemente maschile" che troneggiava nel mondo del rock.

Morte

Morì il 4 ottobre del 1970, trovata in un motel di Los Angeles stroncata da un overdose di eroina, in seguito alla quale cadde a faccia a terra rompendosi il volto. Morì quasi nello stesso periodo di Hendrix e Morrison, ma non è mai diventata un idolo di quella portata. Rimane un culto per pochi, un "prodotto di nicchia", anche se nessuno quanto lei è riuscito ad esprimere meglio e con tanta sincera drammaticità le passioni, le illusioni e gli abbagli degli anni sessanta.

Discografia

Studio

Live