La Locomotiva

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« Di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia! »
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"La Locomotiva" è una canzone di Francesco Guccini, inclusa nell' album Radici (1972). È uno dei brani più popolari del cantautore emiliano, che lo ripropone alla fine di ogni suo concerto. Il testo racconta un fatto realmente accaduto il 20 luglio del 1893. Un macchinista anarchico, Pietro Rigosi, si impadronì di una locomotiva e la mandò a schiantarsi contro una vettura ferma su una linea morta della stazione di Bologna. Lui si salvò e non svelò mai il motivo di quella corsa.

A partire dagli anni settanta è diventato un vero e proprio inno al proletariato. Anche se nel testo Guccini non si schiera apertamente da nessuna parte, la canzone è diventata comunque un emblema della sinistra, sia democratica che estremista.

Il testo, composto da ben 13 strofe, non presenta alcun ritornello. La versione registrata in studio dura 8 minuti e 17 secondi.

Testo

<lyric> Non so che viso avesse, neppure come si chiamava, con che voce parlasse, con quale voce poi cantava, quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli, ma nella fantasia ho l'immagine sua: gli eroi son tutti giovani e belli, gli eroi son tutti giovani e belli, gli eroi son tutti giovani e belli...

Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere: i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere, i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti sembrava il treno anch' esso un mito di progresso lanciato sopra i continenti, lanciato sopra i continenti, lanciato sopra i continenti...

E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano: ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite, la stessa forza della dinamite, la stessa forza della dinamite..

Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali, parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali" e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via la bomba proletaria e illuminava l' aria la fiaccola dell' anarchia, la fiaccola dell' anarchia, la fiaccola dell' anarchia...

Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione, un treno di lusso, lontana destinazione: vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori, pensava al magro giorno della sua gente attorno, pensava un treno pieno di signori, pensava un treno pieno di signori, pensava un treno pieno di signori...

Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione, forse una rabbia antica, generazioni senza nome che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore: dimenticò pietà, scordò la sua bontà, la bomba sua la macchina a vapore, la bomba sua la macchina a vapore, la bomba sua la macchina a vapore...

E sul binario stava la locomotiva, la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva, sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio, con forza cieca di baleno, con forza cieca di baleno, con forza cieca di baleno...

E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto. Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura e prima di pensare a quel che stava a fare, il mostro divorava la pianura, il mostro divorava la pianura, il mostro divorava la pianura...

Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta, nessuno immaginava di andare verso la vendetta, ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno: "notizia di emergenza, agite con urgenza, un pazzo si è lanciato contro al treno, un pazzo si è lanciato contro al treno, un pazzo si è lanciato contro al treno..."

Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: "Fratello, non temere, che corro al mio dovere! Trionfi la giustizia proletaria! Trionfi la giustizia proletaria! Trionfi la giustizia proletaria!"

E intanto corre corre corre sempre più forte e corre corre corre corre verso la morte e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice, aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto della grande consolatrice, della grande consolatrice, della grande consolatrice...

La storia ci racconta come finì la corsa la macchina deviata lungo una linea morta... con l' ultimo suo grido d' animale la macchina eruttò lapilli e lava, esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo: lo raccolsero che ancora respirava, lo raccolsero che ancora respirava, lo raccolsero che ancora respirava...

Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore mentre fa correr via la macchina a vapore e che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l' ingiustizia, lanciata a bomba contro l' ingiustizia, lanciata a bomba contro l' ingiustizia! </lyric>

Accordi

<lyric> Do Non so che viso avesse, neppure come si chiamava, DO SOL7 DO SOL7 con che voce parlasse, con quale voce poi cantava, DO SOL7 DO SOL7 quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli, FA SOL DO FA SOL DO ma nella fantasia ho l'immagine sua: FA SOL MI LAm gli eroi son tutti giovani e belli, FA SOL DO gli eroi son tutti giovani e belli, FA SOL DO gli eroi son tutti giovani e belli... FA SOL DO Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere: DO SOL7 DO SOL7 i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere, DO SOL7 DO SOL7 i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti FA SOL DO FA SOL DO sembrava il treno anch' esso un mito di progresso FA SOL MI LAm lanciato sopra i continenti, FA SOL DO lanciato sopra i continenti, FA SOL DO lanciato sopra i continenti... FA SOL DO E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano DO SOL7 DO SOL7 che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano: DO SOL7 DO SOL7 ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, FA SOL DO FA SOL DO sembrava avesse dentro un potere tremendo, FA SOL MI LAm la stessa forza della dinamite, FA SOL DO la stessa forza della dinamite, FA SOL DO la stessa forza della dinamite.. FA SOL DO Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali, DO SOL7 DO SOL7 parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali" DO SOL7 DO SOL7 e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via FA SOL DO FA SOL DO la bomba proletaria e illuminava l' aria FA SOL MI LAm la fiaccola dell' anarchia, FA SOL DO la fiaccola dell' anarchia, FA SOL DO la fiaccola dell' anarchia... FA SOL DO Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione, DO SOL7 DO SOL7 un treno di lusso, lontana destinazione: DO SOL7 DO SOL7 vedeva gente riverita,pensava a quei velluti, agli ori, FA SOL DO FA SOL DO pensava al magro giorno della sua gente attorno, FA SOL MI LAm pensava un treno pieno di signori, FA SOL DO pensava un treno pieno di signori, FA SOL DO pensava un treno pieno di signori... FA SOL DO Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione, DO SOL7 DO SOL7 forse una rabbia antica, generazioni senza nome DO SOL7 DO SOL7 che urla-rono vendetta, gli accecarono il cuore: FA SOL DO FA SOL DO dimenticò pietà, scordò la sua bontà, FA SOL MI LAm la bomba sua la macchina a vapore, FA SOL DO la bomba sua la macchina a vapore, FA SOL DO la bomba sua la macchina a vapore... FA SOL DO || RE | RE || E sul binario stava la locomotiva, RE LA7 RE LA7 la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva, RE LA7 RE LA7 sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno SOL LA RE SOL LA RE mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio, SOL LA FA# SIm con forza cieca di baleno, SOL LA RE con forza cieca di baleno, SOL LA RE con forza cieca di baleno... SOL LA RE E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo RE LA7 RE LA7 pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto. RE LA7 RE LA7 Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura SOL LA RE SOL LA RE e prima di pensare a quel che stava a fare, SOL LA FA# SIm il mostro divorava la pianura, SOL LA RE il mostro divorava la pianura, SOL LA RE il mostro divorava la pianura... SOL LA RE Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta, RE LA7 RE LA7 nessuno immaginava di andare verso la vendetta, RE LA7 RE LA7 ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno: SOL LA RE SOL LA RE "notizia di emergenza, agite con urgenza, SOL LA FA# SIm un pazzo si è lanciato contro al treno, SOL LA RE un pazzo si è lanciato contro al treno, SOL LA RE un pazzo si è lanciato contro al treno..." SOL LA RE || MIb | MIb | Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva MIb SIb7 MIb SIb7 e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva MIb SIb7 MIb SIb7 e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: SOL# SIb MIb SOL# SIb MIb "Fratello, non temere, che corro al mio dovere! SOL# SIb SOL DOm Trionfi la giustizia proletaria! SOL# SIb MIb Trionfi la giustizia proletaria! SOL# SIb MIb Trionfi la giustizia proletaria!" SOL# SIb MIb || RE | RE || E intanto corre corre corre sempre più forte RE LA7 RE LA7 e corre corre corre corre verso la morte RE LA RE LA7 e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice, SOL LA RE SOL LA RE aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto SOL LA FA# SIm della grande consolatrice, SOL LA RE della grande consolatrice, SOL LA RE della grande consolatrice... SOL LA RE || DO | DO || La storia ci racconta come finì la corsa DO SOL7 DO SOL7 la macchina deviata lungo una linea morta... DO SOL7 DO SOL7 con l' ultimo suo grido d' animale la macchina eruttò lapilli e lava, FA SOL DO FA SOL DO esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo: FA SOL MI LAm lo raccolsero che ancora respirava, FA SOL DO lo raccolsero che ancora respirava, FA SOL DO lo raccolsero che ancora respirava... FA SOL DO || RE | RE || Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore RE LA7 RE LA7 mentre fa correr via la macchina a vapore RE LA7 RE LA7 e che ci giunga un giorno ancora la notizia SOL LA RE SOL LA RE di una locomotiva, come una cosa viva, SOL LA FA# SIm lanciata a bomba contro l' ingiustizia, SOL LA RE lanciata a bomba contro l' ingiustizia, SOL LA RE lanciata a bomba contro l' ingiustizia! SOL LA RE RE SOL RE </lyric>