Led Zeppelin

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Nota – Per l'omonimo album, vedi Led Zeppelin (album), per l'omonima raccolta, vedi Led Zeppelin (raccolta).
Led Zeppelin
*
Da sinistra: John Paul Jones, John Bonham, Robert Plant e Jimmy Page.
Nazionalità Inghilterra
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Genere Hard rock[1]
Blues rock[1]
Folk Rock
Heavy Metal
Periodo attività 1968 - 1980
1985 - 1986
1988
2007
Discografia 20
Studio 9
Live 3
Raccolte 8
Sito web ledzeppelin.com
Citazione « Ci piaceva vivere al limite. Era un modo per alimentare la musica. »

I Led Zeppelin sono considerati uno dei gruppi più importanti e celebri della storia della musica rock. La band, fondata nel 1968 da Jimmy Page (chitarra), Robert Plant (voce e armonica), John Paul Jones (basso e tastiere) e John "Bonzo" Bonham (batteria), si sciolse nel 1980. Il loro mix esplosivo di blues, hard rock e psichedelia stravolse ed innovò il rock n' roll, trascinando ed influenzando intere generazioni di musicisti, persino molti anni dopo lo stesso scioglimento della band.

I concerti dei Led Zeppelin erano pervasi da un'energia feroce, da una forza incredibile, da un furore quasi mistico, e proprio per questa potenza vennero soprannominati - mutuando i termini da "Immigrant Song", una delle loro canzoni più celebri - "The Hammer of the Gods" (Il Martello degli Dei). Incroci inquietanti di melodie folk, blues e rock, guidate dall'insuperabile Jimmy Page e dal canto stridulo e possente di Plant. Dopo lo scioglimento i componenti si sono divisi intraprendendo carriere soliste e riunendosi di tanto in tanto per concerti o eventi dal vivo.

Ad oggi la band ha venduto oltre 300 milioni di dischi[2], attestandosi fra i gruppi più rilevanti della storia.

Biografia

Origini

Nel 1965 Jimmy Page, ventunenne, è già un affermato turnista di studio, così viene immediatamente chiamato a sostituire Eric Clapton, in procinto di abbandonare gli Yardbirds, alla prima chitarra solista. Ma Page, ritenendo la propria posizione di allora più remunerativa, rifiuta e consiglia alla band di ripiegare sullo sconosciuto Jeff Beck. Il suo ingresso ufficiale avviene comunque l'anno dopo, come sostituto al basso di Paul Samwell-Smith. Ben presto, però, Page viene spostato alla seconda chitarra solista, insieme a Beck, e rimpiazzato al basso da Chris Dreja (in precedenza alla chitarra ritmica).[3]

Nel giro di pochi mesi, nell'Ottobre del 1966, Beck, adducendo motivi di salute, abbandona la squadra, dopo aver registrato un solo singolo con Page.[3] Quest'ultimo gli propone allora la creazione di una nuova band. L'aria di cambiamento aleggia da un po', ma Beck rifiuta il posto.

Nel 1967 Page registra il suo primo e unico album in studio con gli Yardbirds, "Little Games", ma già l'anno dopo le tensioni - anche artistiche[4] - tra i membri mandano in pezzi il gruppo.[3] A questo punto Jimmy decide di sfruttare alcune date che la band, ormai sciolta, ha ancora in programma in Europa, così nel 1968 - dopo aver reclutato il bassista e tastierista John Paul Jones (che aveva collaborato ad alcuni arrangiamenti di "Little Games"), il semi-sconosciuto cantante diciottenne Robert Plant e, non senza numerose insistenze,[4] il batterista John Bonham (consigliato dallo stesso Plant, il quale aveva avuto con lui una precedente esperienza musicale) - fonda ufficialmente i New Yardbirds.[5]

Tale nome viene utilizzato in realtà solo il tempo di un tour in Scandinavia e viene successivamente mutato in Led Zeppelin.

Sull'origine dei termini esistono diverse spiegazioni. Secondo la più accreditata, Keith Moon, batterista degli Who, avrebbe affermato che il gruppo, così com'era, sarebbe colato a picco come un "Lead Zeppelin" (Zeppelin di piombo). Alcuni mesi dopo, al momento di scegliere il nuovo nome in sostituzione di New Yardbirds per il gruppo che aveva formato, Page avrebbe ripensato al nome "Lead Zeppelin". Lead sarebbe stato successivamente cambiato nell'omòfono Led per evitare ambiguità di pronuncia, dovute al fatto che il termine Lead in inglese ha due etimologie e due suoni distinti: oltre a "piombo" (pronuncia /led/), può significare anche "guida" (pronuncia /li:d/).[6]

Il chitarrista ha invece dichiarato in merito:

Citazione « [Il nome, ndr] sembrava calzare a pennello con tutto il resto. Aveva qualcosa a che fare con l'espressione popolare "Un cattivo scherzo sale come un palloncino di piombo". E c'era un briciolo della connotazione leggero/pesante degli Iron Butterfly...[4] »

Vi è anche un curioso aneddoto da menzionare sempre a proposito di questo nome: il 21 Febbraio del '70 la band, impegnata in un concerto a Copenhagen, verrà annunciata come "The Nobs" (letteralmente "I Nobili"), a causa della minaccia di citazione legale da parte di un'aristocratica locale, Eva Von Zeppelin (discendente dal conte Ferdinand Von Zeppelin, creatore dell'omonimo dirigibile), contraria all'utilizzo del nome della propria altolocata famiglia ed al riferimento all'aeromobile su quella che sarebbe stata la copertina del primo disco dei quattro britannici.[7] Tale appellativo, oltre che ricollegarsi alla nobildonna, fa scherzosamente riferimento a Claude Nobs, promoter europeo del gruppo.[8]

Copertina di
Copertina di "Led Zeppelin", primo disco della band.

Inizi (1968-1971)

Prima della fine dell'anno, il gruppo già si accorda con l'americana Atlantic Records per l'uscita del primo album, e realizza un tour promozionale proprio negli USA. Quindi, nel Gennaio del '69, esce finalmente il disco, registrato nell'ottobre del 1968 e intitolato semplicemente "Led Zeppelin".[5]

In soli due mesi, arriva nella Top Ten americana. I brani, caratterizzati sempre da una mistura di Blues, Folk e Rock, affermano immediatamente la band, la quale è costantemente in tour per tutto il '69 sia in America che nella natia Inghilterra.[5]

La copertina dell'album, di notevole impatto grafico nonostante sia in bianco e nero, è una delle più celebri della storia del Rock, ed è costituita da una celebre foto del disastro aereo di cui fu protagonista nel 1937 il dirigibile tedesco Hindenburg, uno "zeppelin" (come allora venivano chiamati tali aerostati), appunto.

Nell'Ottobre dello stesso anno viene alla luce la seconda fatica del gruppo, Led Zeppelin II, in cui troviamo melodie dall'impronta decisamente più Hard Rock (come la celeberrima "Whole Lotta Love" o "Ramble On"), insieme a pezzi che mettono in evidenza le notevoli doti tecniche individuali dei membri (come "Moby Dick", nel suo lungo e ormai leggendario assolo di batteria). Anche questo album riscuote un consenso strepitoso ed immediato, giungendo in vetta alle classifiche americane dopo soli due mesi e rimanendovi ininterrottamente per sette settimane. La band, ormai molto seguita in tutto il mondo, trascorre in tour anche l'intero 1969.[5]

Concerto dei Led Zeppelin a Montreaux (1978)
Concerto dei Led Zeppelin a Montreaux (1978)

I live durano anche più di quattro ore e sul palco il gruppo esegue versioni delle proprie canzoni spesso molto più lunghe rispetto a quelle registrate in studio e arricchite di improvvisazioni (da ricordare, a tal proposito, l'incredibile esecuzione di "Dazed and Confused" al L.A. Forum nel Marzo '75, durata la bellezza di 43 minuti[9]).

Per l'incisione del loro terzo disco, i Led Zeppelin si ritirano in Galles, a Bron-Y-Aur, luogo isolato e privo di elettricità, dove suonano insieme alla gente del posto con chitarre acustiche, bevendo birra e trascorrendo le serate intorno al fuoco. L'album, intitolato Led Zeppelin III, esce nell'Ottobre del '70.[5]

Vi si alternano una prima facciata elettrica ed una quasi totalmente acustica. "Immigrant Song" è uno dei brani più violenti; su tutto si impone la voce di Plant, un urlo di battaglia selvaggio che sembra provenire dai barbari vichinghi citati nel testo, accompagnato dagli sbuffi del motore di un treno. Con "Celebration Day" si ritorna ad un Hard meno spinto, cedendo infine il passo a "Since I've Been Loving You", uno dei capolavori della storia della musica, in cui Jimmy Page esprime tutta la sua bravura tecnica e la sua espressività. Due ballate Folk della tradizione popolare, riarrangiate, danno vita ai brani "Gallows Pole" e "Bron-Y-Aur Stomp".

Come gli altri, anche questo disco riscuote un grande successo presso il pubblico, ma stavolta scatena la critica, che denuncia un presunto "infiacchimento" del gruppo ed un eccessivo e poco ispirato eclettismo.

Apice (1971-1975)

Il quarto album della band, probabilmente il più importante e completo della sua storia, esce nel Novembre del 1971. Venderà più di 16 milioni di copie.

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Stairway to Heaven

File:Led Zeppelin - Stairway to Heaven.ogg

...da Led Zeppelin IV (1971)

Si passa da brani hard rock, come "Black Dog", ad altri folk, come "The Battle of Evermore", ad altri ancora contenenti un mix di vari generi, come "Stairway to Heaven", mai uscita come singolo, ma diventata indelebilmente un simbolo del gruppo, nonché la canzone più trasmessa di sempre dalle radio specializzate (con al momento più di 3 milioni di messe in onda totali).[9]

L'idea di comporre una canzone che cominciasse con un coro di flauti e finisse con un "bombardamento formato Led Zeppelin" era in cantiere ancora prima delle sedute di registrazione dell'album. Gli accordi li trovò Page, una sera, quasi per caso, e mentre il gruppo cominciava a costruire la parte strumentale, Plant, in un angolo, di umore nero e senza nemmeno pensarci, cominciò a scribacchiare qualcosa su un pezzo di carta. Quando lesse le prime parole quasi si sorprese di sé stesso: "There's a lady who's sure / all that glitters is gold / and she's buying a stairway to heaven...".

Una delle curiosità che accompagnano questo album è la mancanza di un titolo. Per facilità, si è soliti riferirsi all'album come "Led Zeppelin IV" o "ZoSo", ma più raramente anche come "Untitled" o "Runes Album".

Dopo l'incisione la band parte per un nuovo tour americano. Per il pubblico italiano ci sarà una sola occasione per vederli: il 3 luglio 1971, al Palavigorelli di Milano, dove purtroppo si sfiora la tragedia.

Foto promozionale scattata nel '68.
Foto promozionale scattata nel '68.
Prima, la violenta contestazione a fischi e lattine verso i "canzonettari" del Cantagiro, che aprono la serata. Poi, durante l'esibizione dei Led Zeppelin, il putiferio: Robert Plant non fa in tempo a completare il primo brano che la musica si ferma, la polizia spara candelotti lacrimogeni, si alza il fumo. Alla terza canzone, altri lacrimogeni e una carica della polizia, con la gente che, in preda al panico, invade il palco.

Citazione « Quella sera credemmo di morire. Fummo costretti ad abbattere una porta per rifugiarci nei camerini. Quando cercammo di recuperare gli strumenti, scoprimmo che era stato tutto distrutto. »

"Houses of the Holy" (1973), è caratterizzato da brani molto lunghi e dall'importante contributo di Jones nell'arrangiamento degli archi. Vi si riscontrano, inoltre, contaminazioni Funk e addirittura Reggae. Durante tutto il '73, nei suoi concerti americani, il gruppo polverizza una miriade di precedenti record di incasso (scavalcando persino i Beatles), e si esibisce al Madison Square Garden (quel concerto verrà poi utilizzato nel film promozionale "The Song Remains the Same", che sarebbe uscito tre anni dopo).

Il 1974 non vede nuove uscite, ma i Led Zeppelin - in società con quello che era stato il loro produttore esecutivo alla Atlantic, Peter Grant (un personaggio molto potente nell'ambiente e piuttosto discusso a causa dei suoi metodi intimidatori e a volte addirittura violenti[9]) - creano una propria etichetta discografica, la Swan Song Records, che da quel momento in poi produrrà tutti i loro dischi (e quelli di molti altri musicisti).

Con la popolarità, tuttavia, si accentuano gli eccessi e la loro eccentricità fuori scena. I Led Zeppelin si spostano su un lussuosissimo jet privato, lo Starship,[10] e le dicerie sul loro conto in merito a camere d'albergo completamente distrutte, sesso estremo e uso massiccio di droghe ed alcool diventano rapidamente episodi acclarati.[4]

Il 1975 è l'anno di "Physical Graffiti", doppio album contenente brani registrati per le ultime tre incisioni, ma non inclusi nelle stesse, assieme a nuove canzoni. E' un altro successo immediato, con il primo posto in classifica sia in Inghilterra che negli USA. Durante tutto l'anno il gruppo è in tour in America, ma interrompe bruscamente le date a causa di un grave incidente d'auto che vede coinvolti Plant e la moglie. Il cantante riporta la frattura della caviglia ed è per mesi costretto su una sedia a rotelle.[4]

Epilogo (1976-1980)

Il gruppo, non potendo più esibirsi dal vivo, si concentra sul settimo disco, "Presence". A proposito di questo lavoro, esiste un curioso (quanto tristemente premonitorio, come gli eventi successivi testimonieranno) aneddoto che coinvolge gli allora "rivali" Deep Purple: nel bel mezzo di un concerto tenuto nel '76 da questi ultimi al Nassau Coliseum di Long Island, Jonh Bohnam, completamente ubriaco, sarebbe salito improvvisamente sul palco da dietro le quinte e avrebbe impugnato un microfono per poi "annunciare" al pubblico, tra lo stupore generale, l'imminente uscita proprio di "Presence", lanciando infine un pesante e gratuito insulto all'indirizzo dell'allora chitarrista dei Purple, Tommy Bolin, prima di abbandonare la scena.[11] In ogni caso, appena dopo l'uscita del disco, si intuisce che per la band il vento è ormai cambiato; la critica è infatti tiepida, anche se il quartetto debutta al primo posto sia in America che in Inghilterra, e ottiene l'ennesimo disco di platino.

Verso la fine del 1976 esce il film "The Song Remains the Same", accompagnato dalla relativa colonna sonora, contenente varie registrazioni effettuate durante le esibizioni del 1973, oltre quella già citata al Madison Square Garden di New York. Come "Presence", gli esperti del settore non lo accolgono bene.

Jimmy Page e Robert Plant (1977).
Jimmy Page e Robert Plant (1977).

Nella primavera del '77 la band torna in tour negli USA, ma, due mesi dopo l'inizio dei concerti, Karac, il figlio di sei anni di Plant, muore a causa di un'infezione. La tournee viene bruscamente interrotta, senza però spiegare se sarebbe o meno ripresa, così si diffondono le prime speculazioni sul futuro del gruppo.

Il gruppo sembra sfaldarsi. Page trascorre il periodo a cavallo tra il '77 e il '78 quasi in completo isolamento. Solo nell'estate del 1978 il gruppo ricomincia a registrare, questa volta nei Polar Studios degli ABBA, in Svezia. Ma i dissapori tra Page e Plant sono sempre più insostenibili. Nel 1979 la band è impegnata in un breve tour in Svizzera, Germania, Austria, Olanda e Belgio. Nell'Agosto dello stesso anno è protagonista della sua ultima apparizione dal vivo in patria, a Knebworth.

Il nuovo album, "In Through the Out Door", esce nel Settembre del '79, e schizza immediatamente al primo posto delle hit-parades americane e britanniche. Tuttavia la band cambia quasi completamente genere, con la voglia di apparire e sfornare qualcosa a tutti i costi, perdendo così la rotta.

Nel Maggio 1980 inizia quello che sarebbe stato il loro ultimo tour europeo, e a Settembre la band pianifica un nuovo tour americano. Ma il progetto viene spazzato via da un ennesimo, tragico evento: poco prima di partire per gli Stati Uniti, Bonham si presenta alle prove completamente ubriaco; il batterista (i cui gravi problemi di alcool sono all'epoca già universalmente noti) continua a bere per tutta la sera durante una successiva festa a casa di Page, fino a che non si addormenta. La mattina dopo, il 25 Settembre 1980, viene trovato morto, soffocato nel proprio vomito. La stampa parla di 40 dosi di vodka ingerite.

Dopo la morte di Bonham, gli altri tre componenti, con un comunicato stampa diffuso il 4 dicembre 1980, rendono nota la decisione di voler interrompere l'attività artistica con il nome Led Zeppelin.

John Paul Jones in una recente fotografia.
John Paul Jones in una recente fotografia.

Carriere soliste e sporadiche reunion (1981-2006)

Ognuno di loro avrebbe di lì a breve intrapreso la carriera solista. Jones si dedica alla produzione e agli arrangiamenti, per poi pubblicare un proprio album, "Zooma", nel 1999.[12] Page, dopo aver inciso la colonna sonora del celebre film poliziesco Il Giustiziere della Notte 2, alla fine del 1982 pubblica "Coda", una raccolta di brani dei Led Zeppelin. Nel 1984 fonda i Firm con l'ex-cantante dei Free e dei Bad Company, Paul Rodgers, e l'ex-batterista degli Uriah Heep, Chris Slade. Pubblicheranno, nei due anni successivi, solo un paio di album prima di sciogliersi. Svariate sono le collaborazioni del chitarrista con altri musicisti.[13] Plant fonda, nel 1981, la band di vecchie glorie The Honeydrippers, con l'intento di recuperare le radici R&B dei primi Led Zeppelin. Nel 1982 pubblica il suo primo album da solista, "Pictures at Eleven". Ne seguiranno altri, in cui il cantante esplora svariati generi musicali, oltre a quelli per lui più consueti.[14]

Nel 1984 Page e Plant si riuniscono brevemente per registrare l'EP "The Honeydrippers, Vol. 1" con l'omonima band dell'ex-cantante dei Led Zeppelin. Il progetto sarebbe rimasto isolato.[13]

Una prima, breve reunion si ha nel Luglio 1985, in occasione del Live Aid tenutosi al JFK Stadium di Philadelphia. Alla batteria troviamo Tony Thompson, già protagonista di collaborazioni con numerosi artisti Rock e Pop, e Phil Collins, chiamato all'ultimo momento - per motivi mai chiariti - ad affiancarlo. La prestazione risulta di livello piuttosto basso. L'anno seguente i membri superstiti della band si incontrano a Bath, in Inghilterra, per registrare con Thompson, nell'intento di ricostituire il complesso; ma un serio incidente d'auto subito dal batterista pone fine al progetto.[15]

Si dovrà attendere l''88 per rivedere insieme il terzetto base, in occasione del 40mo anniversario della Atlantic. In questa occasione alla batteria subentra Jason Bonham, figlio di John.[16]

Jimmy Page trascorre tutto il 1989 lavorando sulla maestosa raccolta di brani rimasterizzati "Led Zeppelin" (4 dischi), che uscirà l'anno dopo. Ne seguirà una ancora più imponente, nel '93: "The Complete Studio Recordings", composta da ben 10 dischi.[5]

Nel '94 cantante e chitarrista si riuniscono per la seconda volta in occasione di uno spezzone del MTV Unplugged, la cui registrazione darà vita all'album "No Quarter", uscito nello stesso anno e vincitore di un disco di platino. I due realizzano un tour internazionale, seguito, nel '98, dall'uscita di un secondo lavoro, "Walking Into Clarksdale", che però viene sorprendentemente accolto in modo tiepido dal pubblico. Così Page e Plant interrompono nuovamente la loro collaborazione. Il primo suona in tour con i Black Crowes, il secondo riprende la carriera solista.[13]

Durante il 1995, nel frattempo, i Led Zeppelin entrano nella Rock and Roll Hall of Fame.[13]

L'ultima reunion (2007)

Alla fine del Giugno 2007 iniziano a circolare alcune voci riguardo un misterioso concerto del gruppo nuovamente riunito. Il 31 Agosto gli sponsor dell'evento annunciano che il gruppo avrebbe realizzato un'unica data alla O2 Arena di Londra,[17] in memoria del co-fondatore della Atlantic Records, Ahmet Ertegun.[18] La notizia ufficiale della reunion arriva il 12 settembre. In seguito ad un infortunio al dito avvenuto a Jimmy Page, il concerto viene tuttavia rinviato al 10 dicembre. È un successo enorme: nei primissimi minuti successivi all'apertura della vendita on-line dei biglietti, il sito viene letteralmente preso d'assalto da 20 milioni di fan (a fronte di 20.000 ticket disponibili) e va in tilt. Il numero di collegamenti totali alla pagina web ammonterà alla fine a circa 90 milioni.[18]

Quasi tutti i media del settore accolgono entusiasticamente la prestazione. Dopo ben 27 anni riescono a far sognare ancora una volta i loro fan. Robert Plant ha ancora una voce da brivido (seppure non limpida come quella di un tempo, ovviamente), Page vola sulle corde della chitarra, John Paul Jones suona con maestria sia basso che tastiera e Jason Bonham commuove la folla eseguendo ancora una volta i pezzi del padre.

La scaletta del live è stata:

  1. Good Times Bad Times
  2. Ramble On (suonata dal vivo per la prima volta)
  3. Black Dog
  4. In My Time Of Dying
  5. For Your Life (suonata dal vivo per la prima volta)
  6. Trampled Underfoot
  7. Nobody's Fault But Mine
  8. No Quarter
  9. Since I've Been Loving You
  10. Dazed and Confused
  11. Stairway To Heaven
  12. The Song Remains The Same
  13. Misty Mountain Hop
  14. Kashmir
    (Bis)
  15. Whole Lotta Love
  16. Rock And Roll

A seguito dell'enorme successo di questo concerto, si spargono voci sempre più insistenti su un tour mondiale nel 2008. Ma Plant smentisce tutto durante una conferenza stampa tenutasi il 28 Giugno[19] e con un'intervista comparsa sul Rolling Stone Magazine[20].

Aspetti controversi

Simbologia e misticismo

In numerose occasioni il gruppo è stato accusato, a torto o a ragione, di inserire simboli di dubbia natura nella veste grafica dei propri dischi. Di seguito si esamineranno i punti da sempre considerati più emblematici in merito.

Oltre al famoso dirigibile, un'immagine ricorrente nella simbologia dei Led Zeppelin è quella di un angelo, raffigurato in un dipinto del 1869 del pittore statunitense William Rimmer ed intitolato "Evening, Fall of Day"; nonostante molti abbiano voluto scorgere nella rappresentazione dell'angelo l'effigie di Lucifero,[21] si tratta della divinità greca Apollo.[22] Tale simbolo è riportato sui vinili del gruppo da "Physical Graffiti" in poi, essendo stato adottato quale logo della Swan Song, etichetta discografica da loro stessi fondata nel 1974.

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I simboli esoterici dei membri della band

Come detto, il quarto album della band non ha un titolo, e uno dei modi di riferirsi ad esso è utilizzando la dicitura "Runes Album". Questo a causa della presenza, nel libretto del disco, di quattro simboli, uno per ogni membro del gruppo. In effetti ogni musicista scelse personalmente un'iscrizione, ma ancora oggi si dibatte, in mancanza di spiegazioni chiare da parte dei diretti interessati, sull'esatto significato attribuibile ad ognuna di esse: Page ne disegnò una da sè simile alla scritta "ZoSo" (associazione tuttavia smentita dallo stesso chitarrista, ma da cui nacque, peraltro, uno degli altri appellativi adoperati in veste di titolo [21]), che in realtà viene letta - a seconda dell'interpretazione che si segue tra le numerose esistenti - come una combinazione di antichi simboli Wicca, egizi, ebraici, cristiani, druidici, o ancora tantrici, astrologici, esoterici, magici oppure semplici onomatopee,[23] [24] Robert Plant fece lo stesso realizzando una piuma inscritta in un cerchio (simbolo di Ma'at, dea della giustizia nell'Antico Egitto, ma anche simbolo di coraggio per i pellerossa, o forse più semplicemente un riferimento alla scrittura), mentre John Paul Jones e John Bonham avrebbero scelto da un libro - probabilmente a caso - due rune, rispettivamente un cerchio con inscritte tre punte (che rappresentano l'uomo abile e sicuro di sè stesso) e tre cerchi intrecciati (che rappresentano, come del resto riferisce lo stesso batterista, la trilogia uomo-donna-bambino, ma forse più banalmente adottati, come invece testimonia qualcun altro, per la somiglianza con il marchio di una nota birra).[23]

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Il logo del gruppo

Di tutti e quattro i simboli, in ogni caso, esistono interpretazioni inerenti il satanismo,[21] [23] che alcuni ritengono comprovate, fra le altre cose, dall'adesione di Jimmy Page alle pratiche del celebre e discusso occultista Aleister Crowley (il quale, peraltro, ha sempre respinto la definizione di adoratore del diavolo con cui taluni lo identificavano). A tal proposito, la prima tiratura di Led Zeppelin III riportava, incisa nello spazio vuoto tra l'ultima track e l'etichetta centrale del vinile, una celebre frase scritta in inglese arcaico proprio da Crowley:

Citazione (EN)
« Do what thou wilt. So mete it be. »
Citazione (IT)
« Fa' ciò che vuoi. Sia questo l'unico limite. »

Page ha confermato che l'idea era stata in effetti sua.[21] Proprio durante la lavorazione dell'album, inoltre, il musicista acquistò la cosiddetta Boleskine House, una dimora del XVIII secolo appartenuta a Crowley e situata sulle rive del lago di Loch Ness, ad Inverness, in Scozia (anche se vi trascorse solo un brevissimo periodo, pur mantenendone il possesso per molti anni).[21] [25] Page ha negato che fosse stato l'interesse per l'occultista a fargli comprare il castello, eppure il chitarrista cercò nella sua vita di acquistare (oltre a moltissimi "cimeli" dello studioso[9]) anche l'Abbazia Thelema (altra ex-dimora di Crowley), a Cefalù, e aprì a Kensington, nei dintorni di Londra, una libreria specializzata in occultismo, esoterismo e magia che chiamò Equinox (titolo di un periodico pubblicato da Crowley a partire dal 1909).[21]

Messaggi subliminali

Un'altra accusa spesso rivolta al gruppo è stata quella di inserire messaggi subliminali (sempre a tema satanista) all'interno delle proprie canzoni, attraverso la tecnica del backmasking. L'esempio più famoso è forse quello della celeberrima "Stairway to Heaven", che parrebbe recitare, se ascoltata al contrario dal minuto 4:40 in poi, la frase:

Citazione (EN)
« Oh, here's my sweet Satan, the one whose little path won't make me sad, whose power is Satan. He'll give you 666. There was a little toolshed where he made us suffer, sad Satan.[21] »
Citazione (IT)
« Oh, ecco il mio dolce Satana, l'unico il cui breve cammino non mi renderà triste, il cui potere è Satana. Egli ti darà il 666. C'era un piccolo capanno degli attrezzi dove ci faceva soffrire, triste Satana. »

Altro esempio è stato quello legato alla canzone "Over the Hills and Far Away", la quale, ascoltata al contrario a partire dal minuto 5:00, permetterebbe di udire le parole:

Citazione (EN)
« We 're not really rich. It's all for Satan. Yes, Satan's really Lord. Yes, we'll always stay in him.[21] »
Citazione (IT)
« Non siamo veramente ricchi. È tutto grazie a Satana. Sì, lui è il vero Signore. Sì, noi resteremo sempre in lui. »

La Swan Song e la band hanno sempre respinto tutte le accuse al riguardo.[26]

Imputazioni di plagio

I Led Zeppelin sono stati una delle band che ha subito più attacchi - in parte legalmente riconosciuti come legittimi - per plagio (sono stati in totale contestati più di 20 pezzi).[27] Esaminiamo quelli che hanno avuto una conferma oggettiva:

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Whole Lotta Love

File:Led Zeppelin - Whole Lotta Love.ogg

...da Led Zeppelin II (1969)
  • Nei suoi primi concerti, la band era solita eseguire legittimamente come cover "Killing Floor" di Howlin' Wolf, ma poi incise su Led Zeppelin II una canzone molto simile, "The Lemon Song", e fu necessario un ennesimo accordo extra-giudiziario per riconoscere i diritti del legittimo autore.[27]

I Led Zeppelin hanno svolto, in un'occasione, anche la parte dell'accusa in un'imputazione per violazione dei diritti d'autore: infatti il gruppo citò in giudizio i Beastie Boys per aver campionato senza autorizzazione svariate parti di batteria eseguite da John Bonham.[9] D'altro canto le percussioni del pezzo "When The Levee Breaks" (appartenente al quarto album degli Zep) risultano tra le più utilizzate nei campionamenti della musica da discoteca.[9]

Premi e riconoscimenti

La band ha ricevuto un totale di 10 dischi d'oro e 90 dischi di platino. I Led Zeppelin sono inoltre l'unico gruppo musicale, assieme ai Beatles e Garth Brooks, ad aver ottenuto almeno 4 dischi di diamante.[29] Inoltre sono l'unica band ad aver piazzato tutti i propri dischi nella Top 10 americana della rinomata rivista musicale Billboard (di cui ben sei al primo posto).[9] Nel 2004 i Led Zeppelin si sono classificati al 14° posto nella classifica dei 100 migliori gruppi musicali della storia secondo il Rolling Stone Magazine [30] Nel 2005 la band ha vinto un Grammy Lifetime Achievement Award.[31] Nello stesso anno, i lettori della rivista Guitar World hanno eletto quello di "Stairway to Heaven" miglior assolo di tutti i tempi.[32] Nel 2006 la band ha infine vinto il Polar Music Prize.[33]

Discografia

Anno Album
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Certificazione RIAA
1969 Led Zeppelin 10 6 8x Platino
1969 Led Zeppelin II 1 1 12x Platino
1970 Led Zeppelin III 1 1 6x Platino
1971 Led Zeppelin IV 2 1 23x Platino
1973 Houses of the Holy 1 1 11x Platino
1975 Physical Graffiti 1 1 16x Platino
1976 Presence 1 1 3x Platino
1976 The Song Remains The Same (Live) 2 1 4x Platino
1979 In Through the Out Door 1 1 6x Platino
1982 Coda 6 4 1x Platino
1997 Led Zeppelin BBC Sessions (Live/Studio) 12 23 2x Platino
2003 How The West Was Won (Live) 1 5 1x Platino
2007 Mothership (Raccolta) / / 1x Platino

Filmografia

Note

  1. 1,0 1,1 All Music - Led Zeppelin Biography
  2. The Local, 30-12-2007
  3. 3,0 3,1 3,2 AllMusic - The Yardbirds Biography
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 4,4 Led Zappelin Club Italia
  5. 5,0 5,1 5,2 5,3 5,4 5,5 AllMusic - Led Zeppelin Biography
  6. Jimmy Page Online
  7. Led Zeppelin Timeline: February 28, 1970 Copenhagen, DK, by K.B. Hallen, from www.ledzeppelin.com
  8. Intervista esclusiva a Claude Nobs, a cura di Ernesto De Pascale, da www.ilpopolodelblues.com
  9. 9,0 9,1 9,2 9,3 9,4 9,5 9,6 Led Zeppelin Trivia, by Richard Kingsmill - from abc.net.au (07/12/2000)
  10. The Starship - from www.led-zeppelin.org
  11. John Bonham - La Bestia Umana, di Fabio Rapizza, da Drumsportal
  12. AllMusic - John Paul Jones Biography
  13. 13,0 13,1 13,2 13,3 AllMusic - Jimmy Page Biography
  14. AllMusic - Robert Plant Biography
  15. AllMusic - Tony Thompson Biography
  16. AllMusic - Jason Bonham Biography
  17. Sponsor confermano concerto O2 Arena (telegraph.co.uk)
  18. 18,0 18,1 Panorama.it
  19. Robert Plant smentisce i rumors su un fantomatico tour mondiale nel 2008 (blabbermouth.net)
  20. Intervista al Rolling Stone Magazine
  21. 21,0 21,1 21,2 21,3 21,4 21,5 21,6 21,7 Centro Culturale San Giorgio
  22. Alchemy Mindworks' web page
  23. 23,0 23,1 23,2 Alex Reisner's Led Zeppelin Site
  24. www.inthelight.co.nz
  25. A rock legend and black arts figured in Malcolm's life, by Calum Macleod - from The Inverness Courier
  26. 27,0 27,1 Led Zeppelin's influences: Originals? - from www.turnmeondeadman.net
  27. Dazed and Confused: the incredibly strange saga of Jake Holmes, by Will Shade (September 2001)
  28. Recording Industry Announces November Awards
  29. The Immortals: The First Fifty - from www.rollingstone.com
  30. Lifetime Achievement Award - from grammy.com
  31. 100 Greatest Guitar Solos - About.com: Guitar
  32. Polar Music Prize