Marilyn Manson

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Marilyn Manson
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Marilyn Manson in una foto del 2007.
Nazionalità Stati Uniti
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Genere Heavy Metal[1]
Industrial metal [1]
Periodo attività 1989 - in attività
Discografia 8
Studio 6
Live 1
Raccolte 1
Sito web marilynmanson.com

La tradizione musicale truculenta della Florida viene continuata negli anni '90 dai Marilyn Manson, un gruppo divenuto nel 1992 un nome leggendario della zona e consacrato dall'EP Get Your Gunn (Interscope) e dall'album Portrait of an American Family (Nothing, 1994).

Biografia

Mr. Manson (Brian Warner, nato in Ohio) si ispira alla scuola di canto (e a quella di istrionismo androgino) di Alice Cooper. Il chitarrista Daisy Berkowitz, che si inerpica in devastanti assoli da turbina, ha nel sangue la psichedelia del nord più che il boogie del sud. Twiggy Ramirez (basso) e Sara Lee Lucas (percussioni) compongono una sezione ritmica tanto essenziale quanto subdola, specializzata in ritmiche marziali. Le tastiere di Madonna Wayne Gacy infiorettano le armonie con sonorità da incubo. I nomi sono tutti femminili, ma i corpi sono tutti regolarmente maschili; i cognomi sono tutti dedicati a celebri "serial killer" dell'epoca. La messinscena è completata dai testi, che sono i più truci e volgari, secondi soltanto a quelli dei Type-O Negative, un concentrato di nefandezze che vanno dallo stupro alla pedofilia.

Portrait of an American Family (1994) e Lunchbox (1995)

Nel brano-manifesto, "Cake and Sodomy", Manson dichiara solenne/caronteo "I am the god of fuck" a cui le vergini vengono condotte in branco per il rituale di iniziazione. Il suo ritornello scandito meccanicamente è l'epitome della loro sobrietà melodica. "Lunchbox" (anche su EP) abbozza il portamento di Nine Inch Nails, ma con un boogie di sottofondo molto più trattenuto e meno animalesco, tutto sommato più adulto.

Gran parte dei brani si affidano a qualità armoniche molto terra terra: una cadenza macabro-martellante e un viscido vagito psicopatico scandito con malvagita'. Così "Organ Grinder", con il basso a condurre la danza e rumori di tastiere allucinati, così "Dogma", con i suoi piccoli campionamenti satanici, così soprattutto Dope Hat, in cui finalmente il gruppo tradisce il piglio demenziale del cabaret dell'orrore di Alice Cooper. Nonostante i loro eccessi orrifici, il riff "nero" di "Sweet Tooth" e i cerimoniali critpici di "My Monkey" (con tanto di vocina snervante d'oltretomba) poco aggiungono a questo modello di base.

Il loro è il naturale discendente dell'hard rock di Black Sabbath e Kiss. Nonostante la maschera un po' patetica di Mr Manson, tardo decadente che tenta ancora di shockare con trucchi degli anni '60, il gruppo fornisce uno spaccato sociale dell'America dominata dai miti televisivi e oppressa dal crimine. Manson viene persino ordinato prete da Anton LaVey, profeta della Church Of Satan di San Francisco.

Smells Like Children (1995)

Smells Like Children (Interscope, 1995) è una raccolta di remix di canzoni del primo album e di cover dei loro brani preferiti. Questa volta il sound è decadente più che brutale, ma la perversione è talmente viscida che questi brani diventano davvero episodi di una messa nera, dall'ipnotico sortilegio in tribale crescendo di "Everlasting Cocksucker" all'invasato balletto per zombie di "Dance Of The Dope Hats". Il battito maniacale e il registro licantropo di Nine Inch Nails dominano "Kiddie Grinder" ("Organ Grinder") e tanti altri remix, ma lo spessore tragico, quasi sinfonico, le cacofonie industriali, la violenza psicologica di natura wagneriana, fanno venire in mente Foetus o i Type O Negative. Il Manson che vagisce psicotico nella sceneggiata melodrammatica di "Diary Of A Dope Fiend" fa peraltro pensare a un più modesto cabaret dell'orrore. Gli intermezzi più o meno d'avanguardia denotano ambizioni che sarà meglio lasciare nel cassetto perché sono ampiamente fuori dalla loro portata.

Antichrist Superstar (1996)

I nuovi maestri di cerimonia dell'inferno tornano con Antichrist Superstar (Interscope, 1996) al sound viscerale e abrasivo del loro album d'esordio. Purtroppo lo fanno in maniera molto più diretta e meno fantasiosa, in pratica suonando del becero thrash metal ("Irresponsible Hate Anthem"), tutt'al più un po' melodico (il singolo "The Beautiful People"). è rimasta soltanto la teatralità, con quell'oscillare continuo del canto fra urlo satanico e bisbiglio angelico ("Tourniquet"). La sceneggiata più grottesca si compie nella title-track, fra canti nazisti, cori alla rovescia, riff alla Black Sabbath, cadenze da danza della guerra e distorsioni da incubo. Le punte di violenza del disco sono semmai "Little Horn" e "1996" (epilettica alla Ministry), ma sono trattate da episodi marginali. E la perdita del chitarrista Daisy Berkowitz si farà sentire. Si sono liberati del fantasma dei Nine Inch Nails, ma purtroppo si è scoperto che non c'era altra sostanza.

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Manson al Bobital Festival (2007).

Mechanical Animals (1998)

La regressione al glam degli anni '70 si completa con Mechanical Animals (Nothing, 1998), che si consegna ai peggiori incubi del David Bowie di Ziggy Stardust, accentuando l'apocalittico ("Last Day On Earth", "Come White") sul decadente. "The Dope Show" rescuscita il fantasma di Gary Glitter. "I Don't Like The Drugs" ammica agli Spiritualized. Alcuni numeri veloci ("Posthuman", "I Want To Disappear", "New Model No 15", quest'ultimo una variante di "My Sharona") suonano duri, ma per lo più Marilyn Manson è diventato un altro poeta maledetto invecchiato prematuramente ("Speed of Pain").

Holy Wood (2000)

Sorprendentemente, almeno una stella non sta affondando nella propri fama e nel proprio denaro. Holy Wood (Nothing, 2000) è infatti il suo album più brutale. La sua ispirazione si sta affievolendo, come è vero che "Disposable Teens" ricorda "The Beautiful People" e "Lamb of God" sembra "Speed of Pain", tuttavia la visione generale è ancora inquietante e potente. Dopo aver creato un mito di pervesione, Manson annuncia la cronaca di un'anima persa che si dissolve in un inferno incandescente e il perdurare, terrificante degli echi della sua agonia. Come anticristo, ha pochi rivali. Come musicista, sa ancora colpire. Può non essere vivo, ma sta ancora colpendo.

The Golden Age of Grotesque (2003)

Con The Golden Age of Grotesque (Interscope, 2003) Manson abbandona completamente le vesti dell'anticristo, producendo una raccolta di scherzi adolescenziali che gli sono fruttati il tiolo di "Alice Cooper per le generazioni del 2000". "This Is The New Shit", "mOBSCENE" e la anthemica "Use Your Fist and Not Your Mouth" sono tanto facili da ricordare quanto risibili. Il mostro è divenuto un clown, ma almeno uno divertente. Questo è uno dei suoi album meno musicali, e forse il punto è proprio questo.

Discografia

Studio

EP

Live

Raccolte

Note

  1. 1,0 1,1 allmusic.com - Marilyn Manson