Odyssey

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Odyssey
Il testo descrittivo.
Artista Yngwie Malmsteen
Tipo album Studio
Genere Neoclassical metal
Hair metal
Pubblicazione 1988
Tracce 12
Durata 50:37
Etichetta Polydor
Produttore Yngwie Malmsteen, Jeff Glixman
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Odyssey è il quarto album del chitarrista Yngwie Malmsteen.

Le tracce

Se in Trilogy Yngwie Malmsteen aveva contaminazioni dalla musica anni '80 così emozionante, unica e spesso usata come colonna sonora film come (Rambo, Flashdance) ecco che nell'album dell'88 chiamato Odyssey (con un nuovo bassista chiamato Bob Daisley) le atmosfere dalle pompose tastiere quasi festive alla Alan Parson's Project e Phil Collins in versione metal si trasformano in suoni che per i ritmi sono simili ad un sound elettronico-soul-atmosferico e power metal, ma naturalmente nelle parti cantate Malmsteen usa la ritmica e non attua un lavoro solistico con la chitarra e con ritmi esaltanti sembra uno speed metal/hard rock, ma mantenendo un'ottima componente neoclassical metal/power metal in brani come "Rising Force" che vedono l'entrata del nuovo cantante Joe Lynn Turner, che però per non cambiare lo stile di Malmsteen emula con grande successo i cantanti precedenti avendo una voce a volte leggermente più rauca che da un'impressione di potenza nella voce, ovvero di cantare con tutto il fiato che si ha in gola per rendere le canzoni emozionanti con atmosferiche tastiere nostalgiche degli anni'80 e tecniche chitarristiche per canzoni molto nostalgiche ed emozionanti nella loro potenza, tra cui la già citata "Rising Force" e "Hold On" che sembra una versione metal di una colonna sonora anni'80 che ha chitarre a volte veloci a volte lente che sembrano rifare il verso con le loro distorsioni ad atmosfere potenti, ma anche romantiche e nostalgiche visti i riff simili all'hard rock cn voci emozionanti alla Europe che con mezze note e cantato a scalare con l'ausilio di tastiere in stile anni'80 le note rendono il brano come forte, atmosferico, pomposo, nostalgico, potente, tecnico e romantico. L'album è considerato uno dei migliori del chitarrista anche per brani di ottima fattura come "Deja Vù" dove Malmsteen esegue un lavoro solistico anche nella parte cantata con meno tastiere, ma con un grande cantato che all'inizio assomiglia agli dei del soul e del progressive anni'80 come il già citato Phil Collins e con un'ostinata e dominante tecnica di chitarra, tuttavia il brano è considerato uno dei migliori anche perchè riescono perfettamente anche le parti ritmiche meno presenti nel brano, esendo tra le migliori di tutta la carriera di Malmsteen anche per leggeri cambi di tempo, tra batteria e chitarra, non c'è sempre un ritornello emozionante, ma il brano è così variegato che presenta anche leggere e brevi distorsioni Wa-ha, del resto sarebbe stato ripetitivo comporre canzoni allo stesso modo delle precedenti.Atmosfere variegate e sperimentali si notano anche in "Riot in the Dungeons", che ha un'ottima tecnica di chitarra, un'ottima intro ed un'ottimo accompagnamento iniziale per un lavoro di coesione che caratterizza anche questo brano come ottimo, ma non così vicino a quelli sopra citati che sono considerati ancora maggiori.Le atmosfere da Stratovarius in versione primitiva, più orecchiabile, anni'80 che contribuiranno a rendere il disco anceh un hair metal/hard rock oltre alla sua componente neoclassica ricca di tecicismi di chitarra e con tastiere variegate ed in stile anni'80 emozionanti sono presenti anche in "Now is the Time", anche se il cantante si nota di meno lasciando spazio agli altri componenti.La fusione di atmosfere anni'80 con assoli neoclassici e non con lo stile di Trilogy e con un metal più orecchiabile ma non commerciale sono presenti in questo lavoro "'80'sMetal"! in "Heaven Tonight", tuttavia nonostante la fedeltà a questo stile, il disco di Malmsteen non si presenta molto ripetitivo.Ritmi leggeri,ma allo stesso tempo tecnici e piacevoli a supportare l'intro abbastanza improvvisata di Malmsteen sono presenti anche in "Crystal Ball" che mantiene la fedeltà allo stile Hair metal/Neoclassical metal anni'80 già citato più volte nel disco, con il solito cantato emozionante, potente e longevo.Successivamente con "Faster Than Speed of Light", Yngwie Malmsteen fonde un cantato ancora più deciso e potente con la tecnica chitarristica che lo rappresenta supportata da un ritmo abbastanza simile per tutta la canzone, ma orecchiabile, incalzante e potente con il consueto assolo al massimo della tecnica e delle distorsioni degli acuti con un gran tocco di improvvisazione e soprattutto per la prima volta è quasi combinato all'assolo del tastierista Jens Johansson che anticipano caratteristoche power metal e prog/power, cosa che riscontriamo anche in "Krakatau", brano strumentale completamente dominato dalle tastiere di Jens Johansson, soprattutto dalla chitarra di Malmsteen e dal batterista Anders Johansson, che porta un ritmo dalle caratteristiche della canzone prima citata, ma meno ripetitivo e più tecnico e che vede un ritorno completo ad uno stile fedele del virtuosismo del neoclassical metal.Infine il lento brano "Dreaming(Tell me) improntato sul canto di Joe Lynn Turner, che però non tralascia mai assoli, come quelli nella parte centrale e finale della canzone, che sembrano incitare gli altri strumenti ad amplificare leggermente il loro suono, ogni qual volta si presentino, anche con accompagnamenti acustici, oppure le brevi ma tecniche "Bite the Bullet" e "Memories" che alternano momenti di puro classicismo tra l'acustico e l'elettrico concepite da Malmsteen quando era ancora adolescente a momenti anche più veloci.

Tracklist

  1. Rising Force (04:26)
  2. Hold On (05:11)
  3. Heaven Tonight (04:06)
  4. Dreaming (Tell Me) (05:19)
  5. Bite The Bullet (01:36)
  6. Riot In The Dungeons (04:22)
  7. Déjà Vu (04:17)
  8. Crystal Ball (04:55)
  9. Now Is The Time (04:34)
  10. Faster Than The Speed Of Light (04:30)
  11. Karakatau (06:08)
  12. Memories (01:14)