Queen

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Nota – Per l'omonimo album, vedi Queen (album).
Queen
Marzo 1981, da sinistra: Roger Taylor, Freddie Mercury, John Deacon e Brian May.
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<th colspan= Marzo 1981, da sinistra: Roger Taylor, Freddie Mercury, John Deacon e Brian May.
Nazionalità Inghilterra
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Genere Glam Rock[1][2][3][4]
Hard Rock[1][5][4]
Pop Rock[1][4][5]
Art Rock[1][4]
Rock Progressivo

Heavy Metal

Periodo attività 1971 - 1991
Discografia 29
Studio 15
Live 7
Raccolte 7
Sito web queenonline.com
Citazione « "Bohemian Rhapsody" è un classico che sconfigge le leggi del tempo. Mercury ed i Queen possedevano uno stile unico, impossibile imitarli. »

Uno dei più famosi gruppi rock di sempre, attivo negli anni '70/'80, e composto da Freddie Mercury (voce e piano), Brian May (chitarra), John Deacon (basso) e Roger Taylor (batteria). Dopo la tragica scomparsa del leader Freddie Mercury, avvenuta il 24 novembre 1991, i progetti della band sono proseguiti per lungo tempo in collaborazione con svariati artisti di fama internazionale, ultimo dei quali in ordine di tempo è l'ex-frontman dei Free e dei Bad Company, Paul Rodgers.

I Queen rimangono una delle più potenti icone della musica rock. La loro musica travolgente, appassionata, melodrammatica ha segnato il rock britannico di almeno due decenni: gli anni '70 in cui apparvero alla ribalta con dischi di culto come Queen II, come A Night at the Opera, e gli '80 della gloria e dei trionfi, gli anni di The Works e A Kind of Magic.

Biografia

Anni '70

Le origini

Nell'Ottobre 1968 il chitarrista Brian May e il cantante e bassista Tim Staffell, tramite un annuncio, reclutano il batterista Roger Taylor: nascono così gli Smile.[6] Dopo qualche concerto come gruppo-spalla di artisti molto quotati - come Pink Floyd, Yes, Joe Cocker, Free ed altri[6] - pubblicano, nel '69, il singolo "Earth"/"Step On Me".[7] Resterà l'unica produzione (oltretutto limitata agli U.S.A.) del gruppo con Staffel,[7] il quale si trasferisce nel Marzo dell'anno dopo agli Humpy Bong[6] e viene rimpiazzato in Aprile[8] da un vecchio amico della band, il carismatico ed eccentrico Farrokh "Freddie" Bulsara - fino a qualche tempo prima frontman degli anche loro semi-sconosciuti Sour Milk Sea e voce assolutamente fuori dal comune - che di lì a poco avrebbe assunto il nome d’arte di Freddie Mercury.[9]

È proprio il cantante ad avere l'idea, non appena arrivato, di cambiare nome alla band; già in Aprile, pur se con iniziale disappunto da parte dei compagni (che però Freddie non tarda a convincere),[10] nascono ufficialmente i Queen.[11] Il termine, in inglese britannico, ha due significati alquanto "dissonanti", il più comune dei quali è "regina", affiancato da quello gergale di "omosessuale", "effeminato":[12]


Il logo dei Queen.
Il complesso logo dei Queen.

Citazione « Ho pensato io al nome Queen. È solo un nome, ma è molto regale, e suona benissimo. È un nome forte, molto universale e immediato. Ha un notevole impatto visivo ed è aperto a tutti i tipi di interpretazione. Ero certamente consapevole della sua connotazione sessualmente ambigua, ma questa era solo una delle angolazioni sotto cui poteva essere visto.[10] »

Una perfetta sintesi del nascente movimento Glam, nonchè delle più o meno esplicite inclinazioni bisessuali di Mercury, che da allora sarebbe divenuto The King of Queen:[7]


Citazione « Il concetto che anima i Queen è quello di essere regali e maestosi. Il glamour è una parte di noi, e vogliamo essere dandy. Vogliamo scioccare ed essere oltraggiosi con più immediatezza possibile. Non vogliamo che la gente debba riflettere per formulare un'opinione su di noi, ma che lo faccia nell'istante stesso in cui ci vede.[13] »

Fino a quel momento il gruppo ha suonato con al basso prima Mike Grose (Aprile - Agosto 1970), poi Barry Mitchell (Agosto 1970 - Gennaio 1971), poi ancora Doug Ewood (Gennaio - Febbraio 1971), dopo di che è John Deacon ad assumere definitivamente il ruolo di quarto membro dei Queen.[11]

Essendo laureato in arti grafiche,[7] Mercury crea personalmente un logo per la band. Esso è tuttora considerato uno dei più complessi della storia del rock, ed è composto da due leoni (segni zodiacali di John Deacon e Roger Taylor) che proteggono una corona (chiaro richiamo simbolico a "Queen" appunto) sovrastata da un granchio (segno di Brian May). Sotto questa complessa figura vi sono due fate (figure ricorrenti nella storia del gruppo e rappresentazione della vergine, segno zodiacale di Freddie Mercury) il tutto sovrastato da un’araba fenice, uccello mitologico passato a simboleggiare l'immortalità per la sua dote di rinascere dalle proprie ceneri.

I primi progetti dei Queen sono canzoni molto influenzate dall'esperienza classica di Mercury e dalle armonie vocali che gli studenti dell’istituto di Ealing (dove appunto studiavano tre dei quattro componenti del gruppo) creavano nel bagno della scuola, luogo, si dice, in grado di produrre un’eco particolare.[14]

Gli esordi

La prima esibizione "ufficiale" della formazione definitiva (benchè ancora con il nome Smile) risale al 27 Giugno 1970 al Truro City Hall,[9] ma a "scoprire" i Queen è, solo all'inizio del '72, l'engineer dei Trident Studios Roy Thomas Baker, il quale è impegnato nella produzione del secondo LP dei Nazareth ai De Lane Lea Studios di Wembley, dove il gruppo di Mercury sta collaudando la nuova attrezzatura e registrando alcuni demos. Baker ne resta talmente impressionato da spingere la Trident Audio Production ad offrire alla band, nel Novembre dello stesso anno, un contratto di produzione manageriale ed editoriale.[7]

Con la registrazione del primo, omonimo album, i Queen si assicurano anche un contratto con la EMI, che li presenta ufficialmente al pubblico nazionale in un prestigioso show al Marquee di Londra, il 9 Aprile 1972.[7] In America e Giappone sarà invece la Elektra/Asylum ad occuparsi della produzione.[7] All'inizio del Luglio '73 esce il primo singolo "ufficiale" della band, "Keep Yourself Alive", che non riceve tuttavia un'adeguata promozione radiofonica.[7] In effetti il gruppo ha già rilasciato, circa un mese prima, un altro singolo, "I Can Hear The Music", sotto lo pseudonimo di Lerry Lurex. Il rarissimo disco è tuttora un pezzo da collezione.[7] Il 13 Luglio viene finalmente pubblicato "Queen",[7] in cui esplosive sonorità hard eock e rock 'n roll si fondono con le visionarie trame fiabesche dei testi, con il possente e limpido timbro vocale e le evoluzioni al piano di Freddie Mercury, con i delicati e complessi arpeggi del talentuoso Brian May e con i caratteristici cori dell'intera band.

Nell'inverno del '73 i Queen fanno da spalla nel tour nazionale dei Mott The Hoople, suonando anche al celebre Hammersmith Odeon.[7]

La seconda fatica del gruppo, "Queen II" - il cui tema dominante, in una fusione di cupe reminiscenze Folk ed epiche melodie hard rock classicheggianti su sfondi mitologici, è quello del contrasto tra bene e male, "White Side" e "Black Side" - vede la luce nel Marzo '74,[15] ed è un vero successo commerciale. Raggiunge il quinto posto nelle classifiche nazionali, e sulla scia anche il predecessore risale fino al ventiquattresimo posto.[7] Il pezzo "Seven Seas Of Rhye", già apparso in una versione esclusivamente strumentale sul primo LP, entra nella Top 10 britannica dei singoli.[7] Nuno Bettencourt, grande chitarrista degli Extreme, avrebbe successivamente definito "Queen II" come fonte primaria di ispirazione.[7] Gruppi americani come gli Styx e gli Angel vengono subito profondamente influenzati, anche esteticamente (caratteristico è lo stile androgino e provocatorio della band, che vede in primo piano l'istrionico Mercury vestire sgargianti costumi attillati su un trucco pesante, e May sfoggiare vistose camicie bianche in stile neoclassico), dai quattro artisti britannici.[7]

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I Queen in concerto ad Hannover nel 1979.

"Sheer Heart Attack", uscito nel Novembre '74,[7] è caratterizzato da alcuni spunti decisamente più heavy rispetto ai precedenti, e da temi molto più "leggeri" (ai quali fanno da contorno, tra gli altri, gli accattivanti e spensierati intrecci melodici del pianoforte di Freddie), ma anche da una variegata gamma di generi musicali esplorati per la prima volta (dall'heavy metal all'art rock, fino al pop e, addirittura, al Charleston). L'LP giunge secondo in patria (e guadagna un disco d'oro), mentre il celeberrimo brano "Killer Queen" ottiene lo stesso risultato come singolo, oltre a diventare il loro primo hit negli Stati Uniti.[7] Il gruppo realizza nel frattempo una turnée americana ancora come spalla dei Mott The Hoople, ma deve interromperla a causa delle condizioni di salute di Brian May.[7]

Il successo

Il ’75 è l'anno di "A Night at the Opera" (ispirato nel titolo ad un film dei fratelli Marx), considerato il vero capolavoro della band, contenente alcuni dei loro più grandi successi, fra cui la romantica e delicata "Love of My Life", "God Save The Queen" (ri-arrangiamento per chitarra elettrica dell’inno nazionale inglese, sulla falsariga della famosissima esibizione a Woodstock di Jimi Hendrix) e, soprattutto, "Bohemian Rhapsody", una vera e propria "opera lirica" in versione rock. Proprio quest'ultima è stata probabilmente la "responsabile" del boom definitivo dei Queen. Una demo contenente il brano viene consegnata a Kenny Everett, un dj dell'ascoltatissima Capital Radio, nonchè amico del gruppo, esclusivamente per l’ascolto personale, quindi con la proibizione assoluta di trasmetterlo per radio. Il dj, tuttavia, infrange il divieto, e manda oltre 10 volte al giorno il pezzo, nonostante la sua lunghezza spropositata per gli standard dell'epoca (circa 6 minuti), dando però il via all'irrefrenabile successo della band.[7] Il singolo vale al gruppo il primo posto in Gran Bretagna, rimanendovi per nove settimane e polverizzando così il precedente record di Paul Anka con "Diana" (risalente al 1957).[7] "Bohemian Rhapsody" diviene anche il primo video in assoluto della storia del rock, che i Queen realizzano per compensare le mancate apparizioni televisive dovute agli impegni dei tour.[7] Registrato in sei differenti studi, l'album (primo in patria e quarto negli U.S.A.) è uno dei più costosi ed elaborati della storia del rock[7] (in particolare "Bohemian Rhapsody" - la cui registrazione delle parti vocali richiederà nel complesso una settimana e il cui missagio finale costerà due interi giorni di lavoro[7] - eseguita live solo con il necessario accompagnamento di una base pre-registrata[7]). Il contenuto del disco spazia dall'Hard rock, al pop, al folk fino al rockabilly. Ad oggi "A Night at the Opera" ha venduto oltre 60 milioni di copie, e resta uno dei più grandi album dell'intera storia del Rock, mentre un sondaggio proposto all'inizio degli anni '90 da Capital Radio ha eletto "Bohemian Rhapsody" come seconda migliore canzone di sempre dietro "Stairway to Heaven" dei Led Zeppelin.[7]

Ma il 1975 è anche l'anno dell'esordio in Giappone e del divorzio dalla Trident (rea di aver rifiutato a Deacon un anticipo di 4000 sterline destinate all'acquisto di un'abitazione per la moglie incinta). Il gruppo e il suo produttore si accordano allora con il manager di Elton John, John Reid, ed è sotto l'egida di quest'ultimo che viene realizzato "A Night at the Opera".[7]

Il 1976 è dedicato anche ai progetti indipendenti: May e Mercury, dopo una collaborazione in un singolo di Eddie Howell, si uniscono a Taylor per registrare alcune parti vocali del secondo LP di Ian Hunter, ex-leader dei Mott The Hoople (a cui i Queen avevano fatto da gruppo-spalla negli anni precedenti).[7]

Evento abbastanza "anomalo" in quel periodo di estremo successo è l'"umiliazione" subita in Dicembre da parte del presentatore del celebre show televisivo Today, che, nonostante gli accordi presi in precedenza, li snobba preferendo invitare al posto loro i Sex Pistols.[7]

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Periodo di "appannamento"

Nello stesso mese i Queen pubblicano "A Day at the Races", contenente pezzi di estremo impatto, ma che manca della maestosità e della "presa" del predecessore (sulla cui scia vorrebbe collocarsi anche nel titolo, di nuovo ispirato ad un film dei fratelli Marx). L'album giunge in vetta alle classifiche, ma proprio il singolo apripista, la ballata "Somebody To Love", non raggiunge il medesimo successo, e l'infuocata "Tie Your Mother Down", forse troppo heavy per quei tempi, avvicina in patria solo la Top 30.[7] Accanto alle ormai più o meno consuete e variegate sonorità del gruppo, pezzi con una marcata impronta Pop prendono sempre più spazio a scapito del lato più hard della band.

Nell'Ottobre del '77, dopo l'esordio da solista di Roger Taylor con il singolo "I Wanna Testify", esce "News of the World". L'album, il quinto, è più "immediato" del precedente (pur non discostandosene molto al livello di impianto stilistico), e punta su motivi dirompenti ed orecchiabili. Basti citare i due anthems "We Will Rock You" e "We Are The Champions", entrati entrambi della storia del rock. Il singolo con entrambi i brani raggiunge il secondo posto in Inghilterra e la vetta negli Stati Uniti, ma il disco completo, pur essendo un prodotto di indubbia qualità, non supera il quarto posto in terra natìa.[7] Notevole è tuttavia la presenza - accanto ad interessanti "escursioni" nel Punk e nel Blues - del primo brano Funky-Dance della carriera del gruppo, "Fight From The Inside", che costituirà l'abbozzo di un successivo e profondo rinnovamento nel sound della band. Il gruppo rimarrà in tour negli U.S.A. fino a Dicembre,[7] e proprio per l'occasione sfoggerà un nuovo look: tutti i componenti, ad eccezione dell'immarcescibile rocker Brian May, si mostrano adesso con i capelli corti.[16]

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Bicycle Race

File:Queen - Jazz - Bicycle Race.ogg

...da Jazz (1978)

Con il disco seguente, "Jazz", del Novembre 1978, i Queen - riprendendo comunque alcuni tra i differenti stili, dal blues all'art rock alla Disco, già collaudati negli album immediatamente precedenti - non esauriscono il loro continuo bisogno di sperimentare (davvero curiose sono, ad esempio, le contaminazioni orientaleggianti del brano "Mustapha"), che ormai più nulla ha lasciato del sound di inizio anni '70. A dispetto del secondo posto complessivo in Inghilterra e della sua generale solidità, l'album è piuttosto tartassato dalla critica.[7] Il singolo "Bicycle Race"/"Fat Bottomed Girls", pubblicizzato organizzando una curiosa gara ciclistica tra ragazze nude sia allo stadio di Wembley che al Madison Square Garden, viene tacciato di cattivo gusto e non arriva al decimo posto in classifica.[7] Il disco si sarebbe di lì a breve rivelato come il definitivo epitaffio dell'era hard rock della band.

Nel Giugno 1979 esce finalmente il primo live dei Queen, "Live Killers", registrato nel corso del tour europeo realizzato tra Gennaio e Marzo.[7] Per stessa ammissione di Roger Taylor, tuttavia, l'album soffre, nonostante il caratteristico e imponente apparato scenico della band, di un missaggio non all'altezza e non è certo caratterizzato da prestazioni fuori dal comune da parte dei quattro musicisti britannici.[7] Proprio le immagini di quei concerti rimarcano sempre più la distanza rispetto ai primissimi Queen, e mostrano un Mercury, divenuto un autentico "animale da palcoscenico", caratterizzato ora da un'attitudine decisamente più "macho" rispetto all'ormai passata fase glam.[17]

L'anno si chiude con una sorpresa per i fans: in Ottobre il poliedrico Freddie Mercury realizza un suo antico sogno, e danza insieme al Royal Ballet in occasione di un galà di beneficienza, invitato dall'amico Wayne Eagling, Primo Ballerino della celebre compagnia.[18]

Anni '80

Il "Nuovo Corso"

Se già negli anni immediatamente precedenti al 1980 il gruppo, fiutando i profondi cambiamenti in atto nel mondo della musica di quel periodo, ha modificato in modo rilevante sia il proprio modo di porsi di fronte al pubblico che, soprattutto, il proprio stile musicale, con l'uscita, nel Giugno '80, di "The Game", Freddie Mercury - totalmente rapito dalla Disco Music[19] - decide di eliminare tutto ciò che resta di "Opera-Rock" nei Queen e di portare così al suo naturale compimento questo "nuovo corso". Nonostante un certo disappunto iniziale da parte dei compagni,[19] la sua scelta si rivela vincente, soprattutto sul lungo periodo.

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I Queen in Argentina, nel 1981. Da sinistra: Brian May, Freddie Mercury, Diego Armando Maradona, Roger Taylor e John Deacon

La pubblicazione dell'album viene salutata trionfalmente dai fans, i quali premiano la svolta assolutamente Pop della band con il primo posto in America (e rimarrà l'unica occasione di questo genere).[7] I singoli da primo posto sono addirittura due, "Crazy Little Thing Called Love" (un rock 'n roll che un aneddoto vuole essere stato composto da Freddie Mercury in bagno) e il disco-rock di John Deacon "Another One Bites The Dust" (il 45-giri dei Queen più venduto di sempre, premiato da Billboard come Top Crossover Single, e che diverrà una delle canzoni di maggiore successo della storia del rock).[7] Il gruppo, che esibisce un look decisamente anni '80 fatto di blue-jeans e giubbotti di pelle,[16] utilizza ora i sintetizzatori, e lo segnala chiaramente nei crediti.[7] In questo, come in tutti i successivi album degli anni ’80, le melodie Pop di Freddie si intrecciano con lo stile visibilmente più rock di Brian May.

L'anno si chiude in bellezza, coronando l'ormai immensa popolarità del gruppo con la realizzazione della colonna sonora del remake cinematografico di Flash Gordon, registrata nelle pause del tour e durante il completamento di "The Game". Il conseguente album "Flash Gordon" fa slittare l'annunciata uscita del primo "Greatest Hits", e si piazza, assieme all'unico singolo, decimo in Inghilterra, mentre in America fallisce il disco d'oro.[7] È proprio in questo periodo che Freddie Mercury sfoggia per la prima volta quei caratteristici baffi che consacreranno indelebilmente la sua immagine unica alla storia del rock.[20]

Il bilancio di quasi un decennio di attività è colossale: 45 milioni di dischi venduti.[7]

Periodo di "assestamento"

L'81 vede il gruppo sgretolare un altro record: durante un tour in Argentina e Brasile riempie infatti lo stadio Morumbi di San Paolo, con 251.000 spettatori in due serate,[21] come mai nessun musicista prima di loro.[7]

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I Queen a Drammenshallen, in Norvegia, nel 1982

In Aprile Roger Taylor riprende il suo progetto solista con l'uscita di "Fun In Space" (18° posto nella classifica inglese), che però non entusiasma la critica.[7]

In Novembre i Queen registrano un brano assieme a David Bowie, "Under Pressure", ma il pubblico americano gli riserva solo il 29° posto in classifica.[7]

Sempre alla fine dell'anno esce finalmente "Greatest Hits", che rimane ben 260 settimane in classifica.[7]

Quando, nel Maggio '82, viene pubblicato "Hot Space", il gruppo ha, come detto, già intrapreso definitivamente la via del cambiamento, ma la totale connotazione disco del sound - pur dando vita ad un prodotto assolutamente valido nel proprio genere - lascia ben più che perplessi i fans storici.[19] Nonostante il quarto posto dell'LP in Inghilterra,[19] i due singoli "Body Language" e "Back Chat" (apprezzata solo in America, dove si piazza undicesima) restano in coda alle classifiche britanniche (in cui va meglio la ballata "Las Palabras De Amor (The Words Of Love)"), e il disco è - forse con una vena di pregiudizio - generalmente considerato l’unico lavoro veramente insoddisfacente della band. Freddie Mercury avrà poi modo di dichiarare a tal proposito che quell’album non era venuto come il gruppo sperava perché, essendo stato registrato a New York, il gruppo pensava molto di più allo svago e al divertimento (specialmente notturno) che al proprio lavoro in sala. Oltre alla già citata "Under Pressure", nel disco è inclusa la ballata "Life Is Real", dedicata dallo stesso Freddie a John Lennon (suo grande idolo, assieme a Jimi Hendrix[7]), tragicamente scomparso due anni prima.

Già prima della pubblicazione di "Hot Space", i Queen si impegnano in un grandioso tour che tocca prima l'Europa, poi l'America e infine il Giappone. Nella tappa inglese al Milton Keynes Bowl, in Giugno, viene realizzata anche una ripresa televisiva.[19]

A questo punto, nonostante siano il gruppo più pagato del Regno Unito, anche in conseguenza delle tensioni createsi con l'uscita dell'ultimo disco (in cui persino gli stessi musicisti, come ha modo di dichiarare John Deacon, non si riconoscono), i Queen decidono di trascorrere un anno sabbatico.[19] A conferma di ciò, sia Taylor che May collaborano durante questo periodo a progetti decisamente più rock: nell''82 il primo partecipa alle registrazioni di "Vinyl Confessions", nono album dei Kansas, mentre l'anno seguente il chitarrista realizza, assieme a musicisti del calibro di Eddie Van Halen e Alan Gratzer, il mini-LP "Starfleet Project", che non supera però il 35° posto in classifica.[19] Sempre May collabora con gli allora emergenti Def Leppard e controlla la produzione di "Lettin' Loose", primo album degli hard-rockers scozzesi Heavy Pettin'.[19]

Freddie Mercury, sempre più preso dalla Disco Music, si reca a Monaco per collaborare con Giorgio Moroder, un autentico guru nell'ambiente. I due realizzano, nel 1984, il brano "Love Kills" per la colonna sonora del remake del capolavoro del cinema muto Metropolis.[19]

La definitiva consacrazione

L'84 è anche l'anno in cui i Queen tornano prepotentemente sulla scena musicale, annunciati dal clamoroso successo del singolo "Radio Ga Ga", secondo in Gran Bretagna, ma primo in altre 19 nazioni.[19] Il memorabile video del brano, diretto da David Mallet, incorpora sequenze dell'originale Metropolis, sulla scia del lavoro solista di Mercury.[19] Proprio "Love Kills", tuttavia, compie l'"impresa" di superare di tre posizioni nella Top 10 britannica l'altro singolo del quartetto, "Hammer To Fall".[19] Sull'onda del successo del video di "Radio Ga Ga", Mallet realizza anche quello di "I Want To Break Free", in cui, su idea di Taylor,[19] i membri del gruppo vestono esilaranti e caricaturali abiti femminili.

Tutto questo apparato promozionale accoglie l'uscita, nel Febbraio dell'84, di "The Works", che sarà il loro album di maggior successo in patria (se si eccettua "Greatest Hits"), pur attestandosi solo al secondo posto in classifica (nella quale però stazionerà per ben 70 settimane di fila).[19] Lo pubblica, negli U.S.A., la Capitol Records, in seguito al divorzio dall'Elektra, avvenuto l'anno prima.[19] Si tratta di un'opera ricca di temi sociali,[19] nel complesso più equilibrata e matura rispetto ai primi, ingenui "eccessi" della svolta Pop, con un'evidente riscoperta della vena rock della band e la definitiva nascita di quel particolare sound "ibrido" che da quel momento in poi avrebbe contraddistinto i prodotti a marchio Queen fin quasi all'epilogo della carriera della band.

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I Queen in concerto a Francoforte (1984).

Collaborando con Rick Parfitt degli Status Quo, Roger Taylor pubblica, nell'estate del 1984, "Strange Frontier", che registra una flessione delle vendite rispetto all'opera precedente.[19]

Intanto il tour europeo della band culmina in quattro concerti a Wembley, e con il conferimento del trofeo Silver Clef per il loro contributo alla musica inglese.[19] In questo periodo il gruppo prenderà la discutibile decisione, per motivi oltretutto puramente economici, di realizzare otto date a Sun City, una specie di "Las Vegas del Sudafrica" (all'epoca retto dal governo razzista bianco ed emarginato da quasi tutta la comunità internazionale a causa dell'apartheid).[19] Resterà una macchia non trascurabile nella loro trionfale epopea.

I Queen proseguono il tour facendo registrare, nel Gennaio '85, il record di affluenza (250.000 spettatori sotto una pioggia battente[19]) a Rio de Janeiro per il Rock in Rio Festival.[22]

In Maggio avviene l'attesissimo debutto da solista per Freddie Mercury, con "Mr. Bad Guy", sesto in Inghilterra.[19] La linea stilistica è praticamente quella del quartetto, e infatti il singolo "Love Me Like There Is No Tomorrow" non riesce a bissare, stavolta ai danni del'ottimo 45-giri hard rock del gruppo al completo "One Vision", il "sorpasso" che invece era avvenuto ai tempi "Love Kills".[19]

Il 1985 è, nonostante le grosse soddisfazioni, anche un anno critico, perchè il gruppo rischia più volte di sciogliersi, estenuato dal tour eccessivamente lungo e dalla convivenza forzata che lo stesso comporta. Come avrà più tardi modo di dichiarare John Deacon:


Citazione « I Queen non erano più un gruppo realmente unito, ma quattro individualità che lavoravano insieme, in tempi sempre più ristretti...[19] »

Ma una ventata d’aria fresca arriva il 13 Luglio, quando il gruppo si esibisce nel gremito Wembley Stadium (72.000 spettatori) per il gigantesco evento benefico Live Aid.[19] Nonostante il gruppo sia restìo a partecipare, a causa del poco tempo dedicato ad ognuna delle molte band invitate, l'iniziativa riscuote un successo strepitoso, e l'immagine di Freddie che dirige il battimano del pubblico sulle note di "Radio Ga Ga" entra nella storia.[19] Da quel giorno i Queen si giurano amicizia e unione eterna, e lo stesso bassista dichiara entusiasticamente:


Citazione « Il Live Aid ha rivitalizzato la band, restituendole il livello di entusiasmo di un tempo.[19] »

In Novembre esce il singolo "One Vision", ricco di toni heavy che il gruppo ormai non esprimeva più da tempo. Si assesterà al settimo posto in classifica,[19] e verrà incluso nel monumentale box natalizio di 14 LP che raccoglie l'opera omnia del gruppo, rimasterizzata e pubblicata con il nome di "The Complete Works".[19]

Nei primi mesi dell'anno seguente il gruppo viene contattato dal regista di video Russell Mulcahy per la colonna sonora del suo film d'esordio Highlander.[19] Su quel materiale si basa il 13° LP dei Queen, "A Kind Of Magic" (Maggio 1986[19]), che diventerà uno dei loro maggiori successi di sempre. Raggiunge il primo posto in patria e resta nella Top 5 per 13 settimane di fila, mentre la title track arriva terza nel Regno Unito e prima in altre 35 nazioni, superando anche l'altra hit inclusa nel disco, "One Vision".[19]

In primavera Mercury e Deacon incidono per il musical Time, dell'amico Dave Clark, il singolo omonimo, mentre il bassista collabora con The Immortals alla registrazione del singolo "No Turning Back", per il film Biggles.[19]

Il Magic Tour successivo all’uscita di "A Kind of Magic" è un evento unico nella storia del rock: un milione di presenze complessive.[19] I Queen, ripresi in video e trasmessi via satellite, si esibiscono al Nepstadion di Budapest di fronte a 80.000 spettatori, unici artisti ad "abbattere" la cortina di ferro dopo Louis Armstrong nel '64.[19] Il trattamento riservato alla band è a dir poco faraonico, con onori di solito tributati esclusivamente agli statisti in visita ufficiale.[19] Dopo i due concerti sold-out a Wembley[19] (anch'essi filmati e diffusi via etere[19]), la band prosegue per Manchester, e gli incassi lievitano. A Knewborth sono 120.000 i fans presenti, ed è necessario issare sul palco un maxi-schermo retto da fondamenta in cemento armato costruite ad hoc.[19] È nel party successivo a quest'ultimo evento che Freddie Mercury lascia intendere che quello sarebbe stato il suo ultimo concerto.[19] Così, in mancanza di una smentita ufficiale, si diffondono nuovamente voci insistenti in merito ad un imminente scioglimento del gruppo, ma in realtà si tratterà solo di un "congelamento" del progetto comune.[19]

Il maestoso tour produce, in Dicembre, "Live Magic", quinto in Inghilterra, dopo di che il gruppo non produrrà alcun lavoro per i successivi tre anni.[19]

Pausa di "riflessione" e progetti solisti

Riprendono quindi i progetti solisti dei singoli membri. Freddie Mercury, nel febbraio 1987, pubblica la cover del celebre brano dei Platters "The Great Pretender", quarta in classifica.[19]

Roger Taylor vuole formare un gruppo proprio, e a tale scopo, dopo aver reclutato il tastierista e chitarrista ritmico che supporta da qualche anno i Queen nei tour, Spike Edney,[23] pubblica - mantenendo celata la propria identità - degli annunci sulle riviste specializzate inglesi: nascono così i The Cross,[19] in cui il biondo componente dei Queen non suona come di consueto la batteria, ma è chitarra ritmica e voce solista.[24] Nello stesso anno la nuova formazione produce il singolo "Cowboys And Indians", e si prepara al debutto dal vivo.[19]

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Mercury e May in uno studio di registrazione

Appena dopo, nell'Ottobre dell''87, ancora Freddie Mercury porta a termine un'altro progetto solista, stavolta collaborando con il soprano Montserrat Caballè: con le loro voci eccezionali duettano mirabilmente nel singolo "Barcelona" (composto per la celebrazione delle Olimpiadi di Barcellona in programma per il '92), e l'operazione riscuote talmente tanto successo che, su insistenza della cantante lirica, viene presto realizzato un intero album.[19]

Intanto Taylor & Co. producono, nel Febbraio dell''88, il loro primo disco, "Shove It", e realizzano il loro primo tour.[19] Intanto Brian May produce il primo album dei Bad News.[19]

Dopo un'apparizione nel musical Time, Mercury si esibisce, l'8 Ottobre 1988, al cospetto dei Reali di Spagna assieme a Montserrat Caballè, in occasione della cerimonia pre-olimpica a Barcellona.[19] Nello stesso mese esce il disco del duo, "Barcelona", che si piazza 24° in Gran Bretagna.[19]

Il ritorno

Il Maggio del 1989 segna l'attesissimo ritorno della band al completo, con "The Miracle", che vola al primo posto in patria e in molte altre nazioni, producendo ben cinque singoli da hit parade (come la celeberrima "I Want It All").[19]

È in questo periodo che si diffondono per la prima volta voci insistenti che vedrebbero Freddie Mercury afflitto dall'AIDS, che in quegli anni fa registrare un numero impressionante di vittime (tra le quali un intimo amico del cantante, Nicolai Grishanovitch, la cui morte alimenterà appunto queste dicerie), tale da far parlare ormai di vera e propria epidemia.[19] Il frontman dei Queen è addirittura costretto, per smentire i media, ad esibire pubblicamente un test HIV-negativo.[19]

Nota finale del decennio per i Queen, la BBC pubblica, sempre nell''89, "Queen At The Beeb", una preziosa raccolta di alcune session esclusive per Radio One che il gruppo ha registrato prima del debutto ufficiale.[19]

Anni '90

"I still love you..."

Il 1990, a vent'anni dall'inizio della carriera della band, si apre con la fine del rapporto con la Capitol in favore della Hollywood Records, di proprietà della Disney, la quale pubblicherà nel '90 l'intero catalogo della formazione su CD rimasterizzati.[19]

Continuano intanto i progetti solisti dei membri del quartetto, con Brian May impegnato a comporre musiche per una rappresentazione del Macbeth, e Roger Taylor alle prese con il secondo album dei The Cross, "Mad, Bad And Dangerous To Know".[19]

Nel Gennaio del '91 esce il singolo "Innuendo", che va subito in testa alle classifiche britanniche, seguito immediatamente dall'omonimo LP.[19] La title track conquista un piccolo primato: è il singolo più lungo pubblicato dalla band.[19] Tuttavia l'euforia per il successo è accompagnata dalle nuove insinuazioni circa la misteriosa malattia di Freddie Mercury, alimentate dalle foto e dai video promozionali del disco, che, laddove non vengono di proposito utilizzate immagini evidentemente risalenti a qualche anno prima, mostrano il cantante pallido e tremendamente dimagrito (benchè un pesante trucco abbia mascherato in gran parte la cosa).[19]

Nulla sembra però scalfire il riscontro del pubblico, e in Ottobre esce "Greatest Hits - Vol. II", che vola subito in cima alle classifiche.[19] Quando, per l'ennesima volta, le polemiche e le dicerie sembrano sciogliersi come neve al sole di fronte al successo planetario del gruppo, si giunge improvvisamente all'epilogo della straordinaria favola che milioni di fans di tutto il mondo avevano vissuto assieme ai Queen: il 23 Novembre 1991 Freddie Mercury, che ormai da molto tempo vive praticamente rinchiuso nella sua abitazione di Kensington, ponendo fine alla catena di insinuazioni e successive smentite relative al proprio stato di salute che da anni occupavano le pagine dei tabloid, annuncia al pubblico - tramite un comunicato stampa ufficiale - di essere effettivamente affetto dall'AIDS.[19] I fans non avranno nemmeno il tempo di capacitarsi della scioccante notizia, perchè alla mezzanotte locale del giorno successivo, il 24 Novembre, le televisioni di ogni nazione annunciano: "Freddie Mercury è morto serenamente questa sera nella sua casa di Kensington, Londra. La causa del decesso è una polmonite, cagionata dall'AIDS".[19]

Ancora incredulo, il pubblico apprenderà successivamente da Mary Austin, compagna di Freddie, di come, nonostante le sofferenze e il progressivo peggioramento delle proprie condizioni fisiche, il cantante abbia strenuamente proseguito le registrazioni di "Innuendo", supportato in ogni istante trascorso presso i Mountain Studios di Montreux, in Svizzera, dagli altri membri del gruppo.[19]

Dopo la morte di Freddie

Il più scioccato dalla morte del frontman è Brian May; lui stesso dichiarerà di essere caduto in depressione e di aver pensato più volte al suicidio.[citazione necessaria]

In Dicembre i Queen ripubblicano il singolo "Bohemian Rhapsody", allo scopo di devolvere il ricavato alla Terrence Higgins Trust, la principale associazione inglese per l'aiuto ai malati di AIDS.[19] L'iniziativa ha un successo strepitoso, e il brano guadagna immediatamente la prima posizione sia in Inghilterra che negli U.S.A..[19]

L’anno seguente, il 20 Aprile, nello stadio di Wembley, si tiene il Freddie Mercury Tribute Concert (i cui proventi danno vita alla fondazione The Mercury Phoenix Trust per la lotta all’AIDS); oltre ai numerosissimi presenti, si contano, tra gli spettatori in collegamento radiotelevisivo, circa un miliardo di spettatori.[19] I più grandi artisti del tempo si avvicendano sul palco e omaggiano Freddie Mercury eseguendo assieme a May, Deacon e Taylor gli immortali successi dei Queen: ci saranno Robert Plant, i Metallica, Lisa Minelli, i Guns n' Roses, David Bowie, Elton John, George Michael, Zucchero e moltissimi altri.[19]

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La statua di Freddie Mercury a Montreux
Dopo altre partecipazioni ad eventi di beneficenza, la band decide di pubblicare nel ’95 "Made In Heaven", album contenente brani riarrangiati da May e compagni sulla base delle tracce vocali registrate da Mercury prima di morire. Esso contiene pezzi come "Too much love will kill you", scritto con la partecipazione di Elizabeth Lamers, e molti altri pezzi in cui il gruppo torna ad un sound fortemente melodico, abbandonando le sfumature degli ultimi due album. In questo la voce di Freddie sembra più serena, e questo fa molto effetto data la pubblicazione postuma.

La discografia si interrompe con il terzo greatest, pubblicato nel 1999 e contenente alcuni brani solisti di Freddie, altri pezzi da "Innuendo" e "Made In Heaven", e alcune tracce registrate al "Freddie Mercury Tribute" del '92. Unico inedito è "Thank God It’s Christmas", contenente un’altra delle tracce vocali registrate da Freddie alla fine della sua esistenza.

Gli ultimi progetti sono stati:

  • La pubblicazione del greatest solista di Freddie per il quindicesimo anniversario della sua morte, intitolato "Lover of Life, Singer of Songs" (citazione dell'incisione di Brian May sulla statua dedicata a Freddie presente a Montreaux in Svizzera) il cui dvd contiene anche la biografia “ufficiale” del leader dei Queen.
  • Numerose partecipazioni a eventi di beneficenza
  • Un tour con il cantante Paul Rodgers
  • La pubblicazione dell'album "The Cosmos Rocks" (primo disco di inediti senza Freddie Mercury, uscito il 15 settembre 2008 in Europa)
  • Un tour per la promozione dell'album sempre nel 2008

Riconoscimenti e premi

Numerose sono "le citazioni" effettuate da artisti di tutto il mondo. Innanzitutto è da ricordare il musical di Ben Elton "We Will Rock You", poi abbiamo versioni su versioni di canzoni dei Queen (per esempio la versione rap di "Another One Bites The Dust", il remix di "Under Pressure", la cover di "Stone Cold Crazy" da parte dei Metallica), numerose versioni per chitarra o per piano di "Bohemian Rhapsody". Sono tantissimi gli artisti che dichiarano di avere come influenza i Queen.

I Queen sono attualmente al secondo posto nel Guinness dei primati per ammontare di settimane in cima alle classifiche (1522 settimane al primo posto, oltre 29 anni), preceduti solo dai The Beatles e seguiti da Elvis Presley e dagli U2. Dei sondaggi effettuati in Inghilterra decretano “Bohemian Rhapsody” come miglior videoclip della storia. "Bohemian Rhapsody" è tuttora considerato il primo videoclip della storia del rock. Nel 2007 un sondaggio a livello mondiale ha consacrato Freddie Mercury come la più grande leggenda del rock, seguito da Elvis Presley e da Jimi Hendrix. Sono centinaia i premi conseguiti per video e album dalla band.

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We Will Rock You

File:Queen - News Of The World - We Will Rock You.ogg

...da News of the World (1977)

Curiosità e aneddoti

Origine del nome "Freddie Mercury"

Freddie era il soprannome del cantante (all'anagrafe Farrohk Bulsara), mentre il Mercury viene da una particolare storia che riguarda il loro primo disco, "Queen". Freddie stava scrivendo un pezzo intitolato "My Fairy King", il cui testo, sempre scritto dal cantante, recitava in una delle sue strofe "Oh Mother Mercury Mercury, Look What They've Done To Me" (Madre Mercurio Mercurio, guarda cosa mi hanno fatto). Così iniziò a ragionare su questa fantomatica "mother Mercury", perchè il testo parlava di lui, e quella madre mercury doveva rappresentare sua madre. Perciò decise che, se sua madre era Madre Mercury, lui doveva essere Mercury... Finito questo intricato ragionamento, andò da Brian May, come allucinato, e gli disse queste testuali parole: "Per forza, amico, io diventerò Mercury!" e da allora sarà noto al mondo come Freddie Mercury.

Nascita del brano "Radio GaGa"

Nel '84 i Queen stavano registrando l'album "The Works", quando, uno dei primi giorni di prova, all'uscita della sala, il figlio piccolo di Roger Taylor (all'epoca aveva 3 o 4 anni) corse incontro al padre urlando queste qualcosa come "radiokaka". Per Taylor quella fu un'illuminazione, rientrò subito in sala e cominciò a parlare con gli altri membri della band. Due giorni dopo nacque "Radio GaGa", uno dei pezzi più importanti scritti da Taylor.

Queen ospiti a Sanremo

Nel 1984 i Queen parteciparono a Sanremo come ospiti. Allora si usava che i partecipanti al festival (anche gli ospiti) cantassero i loro pezzi in playback, e anche Freddie Mercury subì lo stesso trattamento. Il cantante, tuttavia, era molto contrario e ad un certo punto, per provocazione, allontanò il microfono dalla bocca ma la voce continuava a sentirsi smascherando il playback.

Discografia

Studio

Queen
  • Data di pubblicazione: 13 Luglio 1973
  • Posizione in classifica: # 24
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    (disco d'oro) ; # 52
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     ; # 83
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    (disco d'oro)
  • Singolo: "Keep Yourself Alive"
Queen II
  • Data di pubblicazione: 8 Marzo 1974
  • Posizione in classifica: # 5
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    (disco d'oro) ; # 19
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     ; # 26
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     ; # 49
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    (disco d'oro)
  • Singolo: "Seven Seas Of Rhye"
Sheer Heart Attack
  • Data di pubblicazione: 8 Novembre 1974
  • Posizione in classifica: # 2
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    (disco di platino) ; # 6
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     ; # 9
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     ; # 12
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     ; # 23
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  • Singoli: "Killer Queen", "Now I'm Here"
A Night at the Opera
  • Data di pubblicazione: 21 Novembre 1975
  • Posizione in classifica: # 1
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    (disco di platino)[25]; # 2
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    (3 dischi di platino) ; # 9
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    [26]
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  • Singoli: "Bohemian Rhapsody", "Love of My Life", "You're My Best Friend"
A Day at the Races
  • Data di pubblicazione: 10 Dicembre 1976
  • Posizione in classifica: # 1
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    (disco d'oro)[27]; # 3
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    (disco di platino) ; # 8
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    [28]
  • Singoli: "Somebody To Love", "Tie Your Mother Down", "Good Old-Fashioned Lover Boy"
News of the World
  • Data di pubblicazione: 28 Ottobre 1977
  • Posizione in classifica: # 1
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     ; # 3
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    (4 dischi di platino) ; # 4
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    (disco d'oro) ; # 9
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    [29]; # ?
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    (disco di platino)
  • Singoli: "We Are The Champions", "We Will Rock You", "Spread Your Wings"
Jazz
  • Data di pubblicazione: 10 Novembre 1978
  • Posizione in classifica: # 1
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     ; # 2
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    (disco d'oro) ; # 4
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    (disco d'oro)
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    [30]; # 36
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  • Singoli: "Bicycle Race", "Fat Bottomed Girls", "Don't Stop Me Now"
The Game
  • Data di pubblicazione: 30 Giugno 1980
  • Posizione in classifica: # 1
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    (disco d'oro)[31]
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    (4 dischi di platino) ; # 2
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    [32]
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  • Singoli: "Crazy Little Thing Called Love", "Save Me", "Another One Bites The Dust", "Play The Game"
Flash Gordon
  • Data di pubblicazione: 8 Dicembre 1980
  • Posizione in classifica: # 1
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    [33]; # 2
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     ; # 23
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     ; # 25
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  • Singolo: "Flash's Theme"
Hot Space
  • Data di pubblicazione: 21 Maggio 1982
  • Posizione in classifica: # 1
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    [34]; # 2
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     ; # 22
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  • Singoli: "Under Pressure", "Las Palabras De Amor (The Words Of Love)", "Body Language", "Back Chat"
The Works
  • Data di pubblicazione: 27 Febbraio 1984
  • Posizione in classifica: # 1
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     ; # 2
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    [35]
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    [36]
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     ; # 23
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  • Singoli: "Radio Ga Ga", "I Want To Break Free", "It's A Hard Life", "Hammer To Fall"
A Kind of Magic
  • Data di pubblicazione: 2 giugno 1986
  • Posizione in classifica: # 1
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    (2 dischi di platino)[37] ,
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     ; # 2
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     ; # 3
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    [38] ,
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    [39]; # 5
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     ; # 25
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     ; # 46
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  • Singoli: "One Vision", "A Kind Of Magic", "Who Wants To Live Forever", "Friends Will Be Friends"
The Miracle
  • Data di pubblicazione: 22 Maggio 1989
  • Posizione in classifica: # 1
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    [40]
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    (2 dischi di platino)[41]
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    (disco di platino)[42]; # 2
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     ; # 3
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     ; # 4
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     ; # 6
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     ; # 20
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     ; # 24
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  • Singoli: "I Want It All", "Breakthru", "The Invisible Man", "Scandal", "The Miracle"
Innuendo
  • Data di pubblicazione: 4 Febbraio 1991
  • Posizione in classifica: # 1
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    (2 dischi di platino)[43]
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    (disco di platino)[44]; # 2
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    [45]; # 8
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     ; # 13
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     ; # 30
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  • Singoli: "Innuendo", "I'm Going Slightly Mad", "Headlong", "The Show Must Go On"
Made In Heaven
  • Data di pubblicazione: 6 Novembre 1995
  • Posizione in classifica: # 1
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    [46]
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    (3 dischi di platino)[47]
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    (4 dischi di platino)[48]; # 2
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     ; # 10
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     ; # 58
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    (disco d'oro)
  • Singoli: "Heaven For Everyone", "A Winter's Tale", "You Don't Fool Me", "Let Me Live", "Too Much Love Will Kill You"

Greatest Hits

Live

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 All Music Guide - The Queen
  2. 70sglamrock.com - Queen
  3. Il glam rock su www.urbandictionary.com
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 hitparadeitalia.it - I Queen
  5. 5,0 5,1 nolifetilmetal.com - Queen biography
  6. 6,0 6,1 6,2 The Smile Biograpy, from www.UltimateQueen.co.uk
  7. 7,00 7,01 7,02 7,03 7,04 7,05 7,06 7,07 7,08 7,09 7,10 7,11 7,12 7,13 7,14 7,15 7,16 7,17 7,18 7,19 7,20 7,21 7,22 7,23 7,24 7,25 7,26 7,27 7,28 7,29 7,30 7,31 7,32 7,33 7,34 7,35 7,36 7,37 7,38 7,39 7,40 7,41 7,42 7,43 7,44 Beppe Riva. Killer Queen, gli anni heavy, in Alessandro Massara. Queen, Volume primo. Milano, Arcana Editrice, 1992. ISBN 88-85859-92-5
  8. Map showing the formation of Queen, from www.UltimateQueen.co.uk
  9. 9,0 9,1 Freddie Mercury's Biography, from Queen Online
  10. 10,0 10,1 Queen Biography 1970, from Queenzone.com
  11. 11,0 11,1 Queen on tour, from Queen Concerts
  12. Giuseppe Ragazzini. Il Nuovo Ragazzini - Dizionario Inglese-Italiano Italiano-Inglese, Seconda edizione. Bologna, Zanichelli, 1989. ISBN 88-08-06834-X
  13. Standing Up For Queen - Group interview to Melody Maker (07-28-1973), from Queen Archives
  14. Freddie Mercury: Lover of Life, Singer of Songs, The Untold Story, EMI Music 2006
  15. Queen II, from www.UltimateQueen.co.uk
  16. 16,0 16,1 Queen Photo Gallery, from www.UltimateQueen.co.uk
  17. Tour posters from Queen tours in the 70's, from Queen Concerts
  18. An Evening At The Opera, from FMQ
  19. 19,00 19,01 19,02 19,03 19,04 19,05 19,06 19,07 19,08 19,09 19,10 19,11 19,12 19,13 19,14 19,15 19,16 19,17 19,18 19,19 19,20 19,21 19,22 19,23 19,24 19,25 19,26 19,27 19,28 19,29 19,30 19,31 19,32 19,33 19,34 19,35 19,36 19,37 19,38 19,39 19,40 19,41 19,42 19,43 19,44 19,45 19,46 19,47 19,48 19,49 19,50 19,51 19,52 19,53 19,54 19,55 19,56 19,57 19,58 19,59 19,60 19,61 19,62 19,63 19,64 19,65 Beppe Riva. Una visione di Grandeur, in Alessandro Massara. Queen, Volume secondo. Milano, Arcana Editrice, 1992. ISBN 88-85859-91-7
  20. Tour posters from Queen tours in the 80's, from Queen Concerts
  21. Queen Concerts - Rock In Rio
  22. Spike 'The Duke' Edney, from www.UltimateQueen.com.uk
  23. The Cross Fan Site
  24. Austria - A Night at the Opera
  25. United Kingdom - A Day at the Races
  26. Austria - A Day at the Races
  27. Austria - News of the World
  28. Austria - Jazz
  29. United Kingdom - The Game
  30. Austria - The Game
  31. Austria - Flash Gordon
  32. Austria - Hot Space
  33. Austria - The Works
  34. Switzerland - The Works
  35. United Kingdom - A Kind of Magic
  36. Austria - A Kind of Magic
  37. Switzerland - A Kind of Magic
  38. Austria - The Miracle
  39. Switzerland - The Miracle
  40. United Kingdom - The Miracle
  41. Switzerland - Innuendo
  42. United Kingdom - Innuendo
  43. Austria - Innuendo
  44. Austria - Made in Heaven
  45. Switzerland - Made in Heaven
  46. United Kingdom - Made in Heaven