Quattro Stracci

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"Quattro stracci" è una canzone di Francesco Guccini, inclusa nell'album D'amore di morte e di altre sciocchezze, rilasciato il 15 Novembre 1996.

Testo

<lyric> E guardo fuori dalla finestra e vedo quel muro solito che tu sai. Sigaretta o penna nella mia destra, simboli frivoli che non hai amato mai; quello che ho addosso non ti è mai piaciuto, racconto e dico e ti sembro muto, fumare e scrivere ti suona strano, meglio le mani di un artigiano e cancellarmi è tutto quel che fai; ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai!

Non sai che ci vuole scienza, ci vuol costanza, ad invecchiare senza maturità, ma maturo o meno io ne ho abbastanza della complessa tua semplicità. Ma poi chi ha detto che tu abbia ragione, coi tuoi "also sprach" di maturazione o è un' illusione pronta per l'uso da eterna vittima di un sopruso, abuso d' un mondo chiuso e fatalità; ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me che cos'è la libertà!

La libertà delle tue pozioni, di yoga, di erbe, psiche e di omeopatia, di manuali contro le frustrazioni, le inibizioni che provavi quì a casa mia, la noia data da uno non pratico, che non ha il polso di un matematico, che coi motori non ci sa fare e che non sa neanche guidare, un tipo perso dietro le nuvole e la poesia, ma ora scommetto che vorrai provare quel che con me non volevi fare: fare l' amore, tirare tardi o la fantasia!

La fantasia può portare male se non si conosce bene come domarla, ma costa poco, val quel che vale, e nessuno ti può più impedire di adoperarla; io, se Dio vuole, non son tuo padre, non ho nemmeno le palle quadre, tu hai la fantasia delle idee contorte, vai con la mente e le gambe corte, poi avrai sempre il momento giusto per sistemarla: le vie del mondo ti sono aperte, tanto hai le spalle sempre coperte ed avrai sempre le scuse buone per rifiutarla!

Per rifiutare sei stata un genio, sprecando il tempo a rifiutare me, ma non c'è un alibi, non c'è un rimedio, se guardo bene no, non c'è un perchè; nata di marzo, nata balzana, casta che sogna d' esser puttana, quando sei dentro vuoi esser fuori cercando sempre i passati amori ed hai annullato tutti fuori che te, ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato l' ieri, persa a cercar per sempre quello che non c'è, io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato l' ieri persa a cercar per sempre quello che non c'è, io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato l' ieri persa a cercar per sempre quello che non c'è.. </lyric>

Accordi

<lyric> QUATTRO STRACCI - GUCCINI __________________________


Re E guardo fuori dalla finestra Do Sol Do Sol e vedo quel muro solito che tu sai,

              Re 

sigaretta o penna nella mia destra, Do Sol Do Sol simboli frivoli che non hai amato mai;

Sim                                                         

quello che ho addosso non ti è mai piaciuto, Do racconto e dico e ti sembro muto,

   Sol                                     

fumare e scrivere ti suona strano, La meglio le mani di un artigiano Sol Do Re e cancellarmi è tutto quel che fai; Sol ma io sono fiero del mio sognare, Re Mim di questo eterno mio incespicare

           	Sol                       

e rido in faccia a quello che cerchi Re Sol Do ||| Sol Do Sol e che mai avrai

Non sai che ci vuole scienza, ci vuol costanza, ad invecchiare senza maturità; ma maturo o meno io ne ho abbastanza della complessa tua semplicità; ma poi chi ha detto che tu abbia ragione, coi tuoi "also sprach" di maturazione o è un'illusione pronta per l'uso, da eterna vittima di un sopruso, abuso d'un mondo chiuso e fatalità; ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me solo cos'è la libertà.

La libertà delle tue pozioni, di yoga, di erbe, psiche e di omeopatia, di manuali contro le frustrazioni, le inibizioni che provavi qua a casa mia, la noia data da uno non pratico, che non ha il polso di un matematico, che coi motori non ci sa fare e che non sa neanche guidare, un tipo perso dietro le nuvole e la poesia; ma ora scommetto che vorrai provare quel che con me non volevi fare: fare l'amore, tirare tardi, o la fantasia.

La fantasia può portare male se non si conosce bene come domarla, ma costa poco, val quel che vale, e nessuno ti può più impedire di adoperarla; io se dio vuole non son tuo padre, non ho nemmeno le palle quadre, tu hai la fantasia delle idee contorte, vai con la mente e le gambe corte poi avrai sempre il momento giusto per sistemarla; le vie del mondo ti sono aperte, tanto hai le spalle sempre coperte ed avrai sempre le scuse buone per rifiutarla.

Per rifiutare sei stata un genio, sprecando il tempo a rifiutare me, ma non c'è un alibi, non c'è rimedio, se guardo bene no, non c'è un perché; nata di marzo, nata balzana, casta che sogna di esser puttana, quando sei dentro vuoi esser fuori cercando sempre i passati amori ed hai annullato tutti fuori che te, ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai gettato l'ieri, Sol Do ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, Re Mim Do quei quattro stracci in cui hai buttato ieri

              Sol                      Re Mim

persa a cercar per sempre quello che non c'è

io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato ieri persa a cercar per sempre quello che non c'è

io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato ieri

             Sol                  

persa a cercar per sempre quello che Re Sol Do ||| non c'è. </lyric>