Stelle

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"Stelle" è una canzone di Francesco Guccini, inclusa nell'album D'amore di morte e di altre sciocchezze, rilasciato il 15 Novembre 1996.

Testo

<lyric> Ma guarda quante stelle questa sera fino alla linea curva d' orizzonte, ellissi cieca e sorda del mistero là dietro al monte: si fingono animali favolosi, pescatori che lanciano le reti, re barbari o cavalli corridori lungo i pianeti

e sembrano invitarci da lontano per svelarci il mistero delle cose o spiegarci che sempre camminiamo fra morte e rose o confonderci tutto e ricordarci che siamo poco o che non siamo niente e che è solo un pulsare illimitato, ma indifferente.

Ma guarda quante stelle su nel cielo sparse in incalcolabile cammino: tu credi che disegnino la traccia del destino? E che la nostra vita resti appesa a un nastro tenue di costellazioni per stringerci in un laccio e regalarci sogni e visioni,

tutto sia scritto in chiavi misteriose, effemeridi che guidano ogni azione, lasciandoci soltanto il vano filtro dell' illusione e che l' ambiguo segno dei Gemelli governi il corso della mia stagione scontrandosi e incontrandosi nel cielo dello Scorpione ?

Ma guarda quante stelle incastonate: che senso avranno mai, che senso abbiamo? Sembrano dirci in questa fine estate: siamo e non siamo e che corriamo come il Sagittario tirando frecce a simboli bastardi, antiche bestie, errore visionario, segni bugiardi.

C' erano ancora prima del respiro, ci saranno alla nostra dipartita, forse fanno ballare appesa a un filo la nostra vita e in tutto quel chiarore sterminato, dove ogni lontananza si disperde, guardando quel silenzio smisurato l' uomo... si perde. </lyric>

Accordi

<lyric>

  Mi

Ma guarda quante stelle questa sera Sol# fino alla linea curva d'orizzonte,

La

ellissi cieca e sorda del mistero l? Mi dietro al monte ;

  Sol#

si fingono animali favolosi,

      La

pescatori che lanciano le reti,

  Si			       Si7

re barbari o cavalli corridori lungo

    Mi	 7

i pianeti

 La

e sembrano invitarci da lontano

   Mi

per svelarci il mistero delle cose

      Si7

o spiegarci che sempre camminiamo fra Mi 7 morte e rose

      La

o confonderci tutto e ricordarci

    Sol#

che siamo poco, che non siamo niente Fa# Fa#7 e che ? solo un pulsare illimitato ma Si7 indifferente.

Mi La

Ma guarda quante stelle su nel cielo sparse in incalcolabile cammino ; tu credi che disegnino la traccia del destino ? e che la nostra vita resti appesa a un nastro tenue di costellazioni per stringerci in un laccio e regalarci sogni e visioni, tutto sia scritto in chiavi misteriose, effemeridi che guidano ogni azione, lasciandosi soltanto il vano filtro dell'illusione e che l'ambiguo segno dei Gemelli governi il corso della mia stagione scontrandosi e incontrandosi nel cielo dello Scorpione ? Ma guarda quante stelle sterminate : che senso avranno mai ? Che senso abbiamo ? Sembrano dirci in questa fine estate : siamo e non siamo e che corriamo come il Sagittario tirando frecce a simboli bastardi, antiche bestie, errore visionario, segni bugiardi. C'erano ancora prima del respiro, ci saranno alla nostra dipartita, forse fanno ballare appesa a un filo la nostra vita e in tutto quel chiarore sterminato, dove ogni lontananza si disperde,

    Fa# 			  Fa#7

guardando quel silenzio smisurato

  Si7	    Mi

l'uomo si perde. </lyric>